Di Maio e Zingaretti hanno spiegato in Tv cosa è cambiato tra loro

Il ministro degli Esteri ha raccontato i primi passi del governo giallorosso mostrandosi particolarmente contento del rapporto che sta nascendo con gli esponenti democratici

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ANDREAS SOLARO / AFP
Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha raccontato questi primi istanti di vita del governo giallorosso all'interno degli studi di La7, ospite della prima puntata della nuova stagione di diMartedì. "Il governo deve raggiungere obiettivi importanti. Abbiamo ottenuto la fiducia del Parlamento adesso con i fatti dobbiamo ottenere la fiducia degli italiani che è quella più importante".

Il leader del Movimento 5 Stelle si è soffermato anche su quello che il nuovo esecutivo, soprattutto sulle battaglie storiche, dovrà fare: "Nel programma ci sono i punti del Movimento 5 stelle, il salario minimo, la revoca della concessioni autostradali, l'abbassamento del cuneo fiscale". Con la garanzia che tutto ciò venga portato avanti data dal premier, Giuseppe Conte: "Il garante di questi temi che credo si possano realizzare, è il presidente Conte indicato da noi".

Con una particolare attenzione verso l'ambiente e la sostenibilità. "Vedo una grande opportunità di fare una rivoluzione verde ecologica per l'Italia. Già nella legge di bilancio possiamo cominciare a cambiare lo stile e migliorare la qualità della vita degli italiani. L'Italia nel 2025 deve spegnere le centrali a carbone, dobbiamo bloccare le trivellazioni nel mare, e dire basta con gli inceneritori".

Poi confida come sta cambiando il rapporto con i democratici, nuovi alleati in Parlamento: "Ero uno dei più scettici sull'alleanza con il Pd, volevo andare al voto. Poi mi sono consultato con il Movimento, anche con Beppe Grillo, e quando mi sono seduto al tavolo mi hanno stupito positivamente. Ora senza essere di destra o di sinistra - ha aggiunto - può iniziare un nuovo percorso in questi tre anni per gli italiani". 

Partendo dal taglio dei parlamentari: "Per me a ottobre si devono tagliare definitivamente 345 parlamentari, mancano due ore di lavoro alla Camera ed è fatta. Dobbiamo avviare la riforma della giustizia". E non manca una stoccata, seppur indiretta, a Salvini: "Sono contento che questo nuovo ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, sia una persona che oltre ad avere una grande competenza non ha i social".

Immancabile anche la domanda su Autostrade. "Nel programma di governo abbiamo scritto che si farà una revisione dei contratti di concessione per le autostrade. In Italia non ci sono solo i Benetton ma anche altre compagnie. Vogliamo avviare una revisione generale, però chi non ha manotenuto il ponte Morandi e causato oltre 40 vittime non puo' piu' gestire le nostre strade". 

Niente ripensamenti o sguardi nostalgici verso il passato. A domanda diretta, Di Maio assicura: "Tornare con la Lega? Mai dire mai nella vita ma ci ho pensato bene, ho rifiutato la carica di premier di questo Paese, non ho bisogno di pensarci ancora".

La risposta di Zingaretti

Il segretario democratico, poco dopo, si siede sulla stessa poltrona occupata da Di Maio, pronto a rispondere alle domande del conduttore, Giovanni Floris. "Penso che Di Maio mi consideri un alleato. Io ho una squadra valida di ministri del Pd, ma considero nella mia squadra anche i ministri del Movimento 5 stelle. Bisogna finirla con i litigi"

L'obiettivo è superare il passato e la comunicazione di stampo leghista: "Non bisogna aver paura di confrontarsi. Basta con la stagione dell'odio e del preconcetto. Riaprire un confronto, rispettarsi a vicenda, è importante. Guai pensare che possa esistere un governo fatto da nemici, bisogna provare a riconoscere le identità degli altri per il bene del Paese", ha aggiunto. "Il Pd - ha infine assicurato - farà di tutto per voltare pagina".

Il leader del Pd prova a cancellare tutti i fantasmi che aleggiano intorno all'esecutivo: "Non metteremo la patrimoniale", promette da una parte, "togliamo la follia della flat tax e ridiamo una scossa all'economia abbassando le tasse sui salari medio bassi", propone dall'altra. E anche su Autostrade, la cui revisione delle concessioni è prevista nel programma, preferisce non esporsi: "C'è una procedura di revoca al termine della quale vedremo" il da farsi "senza battaglie ideologiche".

Non è mancato un giudizio sulla decisione di andare avanti con Conte: "Ne avrei scelto un altro, ma abbiamo preso atto che il partito di maggioranza relativa aveva diritto a indicare il premier e Conte ha fatto di tutto per ascoltare le posizioni di tutti. Sono convinto che continuerà in questo modo. Tutti devono remare nella stessa direzione". Poi il commento sulla nave Ocean Viking: "Per me deve entrare senza se e senza ma".



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