La generazione Erasmus è una stupidaggine del Pd, dice il candidato alla segreteria più giovane

Il trentunenne Dario Corallo attacca un gruppo dirigente "chiuso in un mondo ovattato piccolo borghese"

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Prende le mosse da un articolo su Il Foglio di Lorenzo Borga e Lorenzo Ferrari circa "la cosiddetta 'Generazione Erasmus' e osserva che "finalmente qualcuno ha il coraggio di smontare quella retorica propagandistica e ottimista per cui ci si riferisce alla mia generazione con quella definizione sciocca e miope". È il candidato alla segreteria Pd Dario Corallo a sottolineare che "già a un primo sguardo dello schema riportato è evidente quanto quella definizione sia sbagliata: i giovani che nel 2016 sono stati all'estero (giovani si intende dai 15 ai 34 anni, quelli comunemente definiti millennials) sono stati 1 milione e 370 mila. Di questi solo 34 mila sono andati fuori per l'Erasmus; gli altri lo hanno fatto per turismo. Questo dato diventa ancora più insignificante se lo si confronta con quanti sono i giovani in generale: circa 13 milioni e 400 mila. Questo vuol dire che la percentuale di quelli effettivamente andati in Erasmus è, mi perdonerete se vado a spanne, dello 0,25%".

"Il grido disperato di una generazione al collasso"

"Il Partito Democratico - incalza - ha passato gli ultimi anni a perpetrare questa stupidaggine della 'generazione Erasmus' continuando a raccontarsi che i giovani vanno all'università e che sono felici con il loro bel passaporto saltando da un volo all'altro. Bene: non è così. Prendendo quello stesso anno, il 2016, la percentuale di ragazze e ragazzi che hanno dovuto abbandonare la scuola è del 13,8%. Se in tutti questi anni, invece che continuare a far finta che stesse andando tutto bene avessimo raccontato la verità e affrontato la realtà, forse tutti quei ragazzi non avrebbero votato altri schieramenti. Ma forse questo è uno dei grandi errori del gruppo dirigente del PD: essersi chiuso nel proprio mondo ovattato piccolo borghese senza sentire il grido disperato di una generazione al collasso. Addirittura abbiamo deriso chi proponeva l'università gratuita per tutti e non abbiamo fatto niente per tutta quella tassazione scolastica iniqua fatta di 'contributi volontari' che alla fine risultano obbligatori".

"Il Pd avrebbe potuto, ma non l'ha fatto. Ora è a rischio la tenuta sociale del Paese, al governo - dice ancora - ci sono due partiti che non hanno la minima idea di dove sbattere la testa e all'opposizione c'è un partito che non riesce neanche a capire dove sbaglia. Dobbiamo combattere la dispersione scolastica non solo rendendo l'istruzione realmente gratuita a tutti i livelli, ma dando incentivi alle famiglie che mandano i figli a scuola nonostante le difficoltà. Perché se io posso guadagnare 10 euro da portare a casa invece che andare a scuola, forse sarebbe il caso che sia lo Stato a dare quei 10 euro alla famiglia per mandare il figlio a scuola. Perché il futuro ai giovani non lo ha rubato questo o quel governo: i giovani di questo Paese un futuro non lo hanno mai avuto".



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