Consip, Speranza insiste: "via Lotti". Berlusconi: "No sfiducia"

Lo scissionista Pd sostiene il governo ma non il ministro. Forza Italia non voterà la mozione

Consip, Speranza insiste: "via Lotti". Berlusconi: "No sfiducia"
Berlusconi speranza lotti 

La mozione di sfiducia di m5S, appoggiata anche dalla Lega, contro il ministro dello Sport Luca Lotti indagato nel caso Consip, divide trasversalmente gli schieramenti.

Berlusconi, garantisti anche con avversari

Matteo Renzi, "non è neppure indagato. Batterlo è un compito che tocca a noi. Non augurerò mai ad un avversario politico di essere vittima del sistema di persecuzione giudiziaria del quale sono stato vittima io": lo ha affermato Silvio Berlusconi in un'intervista a Il Tempo ricordando, a proposito di Luca Lotti, ministro per lo Sport, che "Forza Italia non ha mai votato la sfiducia individuale a un ministro". Parlando poi delle alleanze di Forza Italia, Berlusconi ribadisce che un accordo con la Lega e con Fratelli d'Italia è "necessario" perché "il centrodestra è l'unica realtà politica che, unita, può raggiungere il 40% e guidare il Paese" e torna a dirsi contrario alle primarie. Il centrodestra che vorrebbe, spiega, dovrebbe avere "un profilo liberale, riformatore, che sappia relazionarsi al mondo cattolico, che sia credibile in Europa e sul piano internazionale. Non possiamo limitarci a raccogliere lo scontento, per quanto legittimo, dobbiamo dare delle risposte serie e credibili. D'altronde in tutt'Europa l'alternativa alla sinistra è rappresentata dai moderati del Ppe, dei quali noi siamo orgogliosamente rappresentanti in Italia".

Speranza, Lotti si dimetta

Dimissioni di Luca Lotti ma senza che la vicenda Consip si rifletta sulla stabilità del governo: E' questo l'auspicio di Roberto Speranza, uno degli scissionisti del Pd impegnati nella costruzione del movimento "Democratici e progressisti". "Per me si deve dimettere", ha spiegato Speranza in un'intervista a Repubblica, precisando che al di là del garantismo "esiste un tema di opportunità politica: la concentrazione enorme del potere in una ventina di chilometri, da Rignano a Firenze". "E' qualcosa che lascia sgomenti", ha insistito. Per Speranza però, "bisogna distinguere i due destini", quello del ministro dello Sport e quello del governo. "Legarli è una follia. Una cosa è l'esecutivo, altro la vicenda di un singolo ministro. E' sbagliato mettere in discussione il governo. Noi siamo contro l'avventura: Gentiloni deve andare avanti, naturalmente correggendo la rotta sulle politiche sociali", ha affermato l'ex esponente della sinistra dem. Speranza non si è sbilanciato sull'eventuale voto a una mozione di sfiducia al ministro presentata dai grillini?" Si riuniranno i gruppi e decideranno. Non mi convince l'idea di dare vento alle vele di chi su questa vicenda vuol fare solo propaganda. E' un errore arrivare fino a quel punto. Ritengo che il problema vada risolto politicamente, non si puo' andare avanti scrollando le spalle o mettendo la testa sotto la sabbia".

Forza Italia non voterà sfiducia

Forza Italia voterà contro la mozione di sfiducia al ministro Luca Lotti. Lo ha confermato a 'L'intervista' di Maria Latella su SkyTg24, il capogruppo al Senato, Paolo Romani. "Noi - ha detto - siamo sempre stati contro le mozioni di sfiducia individuali. Per il governo c'e' la responsabilità collettiva". Stesso concetto dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta in un'intervista a Enrica Agostini a "Domenica 24", su RaiNews24: "Noi non siamo come loro, decida Lotti, decida Gentiloni, noi non parteciperemo al voto di sfiducia".
"Ricordo Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, proporre in Parlamento la mozione di sfiducia individuale contro Sandro Bondi, allora ministro dei Beni culturali, perché dopo una pioggia a Pompei era crollato un pezzo di tetto", ha detto Brunetta, "adesso continua a piovere a Pompei, crolla tutto a Pompei, ma noi non abbiamo mai chiesto la sfiducia a Franceschini. Ecco, questa è la nostra diversità. Noi non parteciperemo al voto di sfiducia del ministro Lotti anche se denunceremo Renzi e il renzismo, perché quello che sta succedendo è figlio di un modo di intendere il potere. Non è possibile che tutto il potere in una certa fase si concentri a quindici chilometri da Firenze".