Sesso, droga e autonomie: che cosa divide ora M5s e Lega

Ma anche sblocca-cantieri, riforma delle giustizie, Tav e province. Ma nonostante il nervosismo c'è la volontà di andare avanti per portare a casa quello che si è promesso agli elettori

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Il premier Giuseppe Conte è impegnato in un vertice europeo in Romania, dove tra l'altro si comincia a discutere sulle future nomine per il dopo-Juncker, con l'Italia che punta ad ottenere un commissario importante. Ma sul fronte interno non si abbassa la tensione tra gli alleati di governo.

"Basta minacciare sempre la crisi di governo. Vediamoci", l'invito di Luigi Di Maio a Matteo Salvini. Anche nei giorni scorsi i mediatori hanno lavorato per organizzare un incontro tra i due vicepremier, ma al momento le due forze politiche che hanno contratto il programma di governo, restano sulle proprie posizioni. Di fatto divise su tutto.

Dallo sblocca cantieri alla riforma della Giustizia (con la Lega che ha rilanciato il tema della separazione delle carriere), dalla droga al tema delle province, dalla Tav all'autonomia. E anche la mano tesa di Di Maio di far partire un tavolo unico con flat tax e salario minimo per ora è caduto nel vuoto.

Il braccio di ferro si prolungherà di sicuro fino al 26 maggio, dopo - spiegano fonti di governo - qualora dove tornare un clima di collaborazione si tenterà di stilare un calendario dei provvedimenti. Con l'incognita delle inchieste giudiziarie in corso che potrebbero stravolgere il quadro politico.

Nella 'war room' allestita ieri dalla Lega prima del Consiglio dei ministri si è deciso di non fare sconti sui temi da portare avanti mentre il ministro dello Sviluppo e del Lavoro accusa i leghisti di "essere nervosi, utilizzano qualsiasi argomento pur di provare a coprire il 'caso Siri'.

Ecco, appunto la vicenda del sottosegretario indagato per corruzione: il decreto dovrebbe essere firmato dal presidente del Consiglio al suo ritorno da Sibiu e approdare al Quirinale. Verranno accolti i rilievi del Colle ed espunte le parti che non riguardano la revoca dell'incarico ma il tema della corruzione continua a dividere la maggioranza tanto che nel Movimento 5 stelle aspettano gli sviluppi delle inchieste, per coprire se verranno toccati altri esponenti vicini al segretario del partito di via Bellerio.

C'e' da registrare un nuovo scontro tra Salvini e il ministro Trenta: una nave della Marina Militare italiana, il pattugliatore Cigala Fulgosi, ha soccorso e salvato circa 40 migranti che erano alla deriva su un barcone. Nave che sta conducendo attività di sorveglianza in Libia. "E' li per difendere i nostri uomini", dicono i pentastellati. "O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell'interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti", afferma il responsabile del Viminale.

Per non parlare delle tensioni sul tema della Cannabis, con il ministero dell'Interno che prepara la chiusura dei negozi. "Salvini piuttosto chiuda le piazze di spaccio", taglia corto Di Maio. Meglio legalizzare la prostituzione, l'amore non fa male", dice Salvini. tanti i casi aperti: dall'immigrazione al'salva-Roma' inserito nel dl crescita che approderà nell'Aula di Montecitorio dopo le Europee, con la Lega che promette battaglia per tutelare tutti i comuni che sono in 'default'.

Il fronte piu' 'caldo' per la Lega è l'autonomia: il dossier sarà sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, ma M5s è pronto a fare muro. Le opposizioni intanto assistono al 'duello', con Zingaretti che oggi è tornato a chiudere sulla possibilità di un dialogo con M5s e ad invocare il voto anticipato.

Nella Lega non è passata inosservata una frase del ministro Grillo che in un'intervista non ha escluso a priori una spaccatura nel Movimento 5 stelle dopo le Europee. "Si aprirebbe tutto un altro film", sottolinea un 'big' del Carroccio, facendo presente che è il Movimento 5 stelle a temere il voto. E che si è aperto un fronte interno sull'operato del sindaco Raggi, anche se Di Maio ha smentito una irritazione per la visita della prima cittadina a Casal Bruciato.

Al momento però, nonostante le fibrillazioni, Di Maio e Salvini escludono la crisi di governo. Pur tra qualche mal di pancia interno il Carroccio 'promuove' il taglio del numero dei parlamentari. Un provvedimento che avrà un iter piuttosto lungo, con il referendum che potrebbe essere usato da M5s come arma elettorale, qualora si dovesse andare al voto anticipato l'anno prossimo. E nel Movimento 5 stelle c'è soddisfazione per gli ultimi sondaggi che darebbero la Lega in calo e i pentastellati in risalita. 



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