Impronte digitali contro i furbetti del cartellino

La proposta del ministro Bongiorno, intervistata dal Corriere

Impronte digitali contro i furbetti del cartellino
Foto: Armando Dadi / AGF  
 Giulia Bongiorno

Contro i furbetti del cartellino arrivano più ispezioni ma anche nuove tecnologie, comprese il rilevamento delle impronte digitali. E ancora, valutazioni degli utenti contro i raccomandati, leggi "più chiare e liberali" contro i corrotti, cambio di rotta per la riforma del Corpo forestale e lavoro più agile per le donne. Sono gli elementi forniti dal ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno in un'intervista al Corriere della Sera.

Il primo atto del "cambio di passo" saranno "sopralluoghi a sorpresa, ma nulla di punitivo. Ispezioni a campione con pool di esperti: i nostri ispettori e specialisti di modelli organizzativi", afferma Bongiorno. "Se troverò disservizi causati da difficoltà oggettive, aiuteremo a colmare le lacune. Ma se emergessero inerzie saremo inflessibili". L'assenteismo, sostiene il ministro, "è un fenomeno odioso", contro cui serve anche la prevenzione "con rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri". Nel prendere le impronte digitali, dice, non c'è nulla di male: "A me alla Camera le hanno prese quando c'erano i 'pianisti'. E non sono rimasta traumatizzata".

E contro i raccomandati?

Parlando delle raccomandazioni, "la carriera del raccomandato si può stroncare valutandolo. Ma oggi le valutazioni sono tutte brillanti, in un sistema che non lo è. Come mai? L'unico che può valutare senza sconti e con criteri oggettivi è il cittadino. Inseriro' criteri legati al merito", dichiara Bongiorno. 

Infine, la riforma del Corpo forestale, finita davanti alla Consulta, "è fallita. Lo si è visto l'estate scorsa con l'Italia devastata dagli incendi. Dopo il giudizio, bisognerà pensare come cambiare rotta". La lotta alla corruzione sarà fatta "passando dalla quantità alla qualità delle leggi. Ci sono troppe norme oscure, che i funzionari possono piegare arbitrariamente. Le imprese hanno troppi interlocutori e troppi uffici. Un progetto è una via crucis. La tentazione di oliare è forte". Quanto alle necessità delle donne, "il lavoro agile è una bella idea, ma spesso impraticabile: vorrei renderlo effettivo con l'adeguamento infrastrutturale e delle dotazioni tecnologiche".



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