A che punto è la questione dell'autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

In un vertice durato più di tre ore, il governo ha tentato di avviare le intese con le tre regioni, ma ha anche affrontato il tema della casella vacante al ministero per le Politiche europee

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Yves Talensac / Photononstop
Il vessillo della Repubblica di Venezia

Un vertice fiume, durato poco più di tre ore, per fare il punto sull'autonomia differenziata e tentare di avviare le intese con le tre Regioni che, per prime, ne hanno fatto richiesta: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A margine della riunione (affollata dalla presenza di molti ministri e tecnici), poi, Matteo Salvini ha affrontato il nodo del ministro per le Politiche europee, casella rimasta vacante dal 'trasloco' di Paolo Savona alla presidenza della Consob (con l'interim andato pro tempore a Giuseppe Conte).

Al presidente del Consiglio e al collega vice premier Luigi Di Maio, il segretario leghista avrebbe proposto il nome di Alberto Bagnai, economista no euro, neo senatore Lega e presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama. L'indiscrezione è stata fatta filtrare da fonti del Movimento 5 stelle.

Mentre i leghisti non confermano alcun nome, anche se, in ambienti governativi, si esclude la possibilità che l'incarico possa andare a Lorenzo Fontana, dato in pole a un certo punto della lunga giornata. Sicuramente, nel governo c'è accordo affinché la nomina sia fatta al più presto: lo hanno detto sia Conte che Salvini. Quest'ultimo in giornata ha dovuto subire anche lo 'smacco' di non riuscire a fare eleggere la candidata leghista Mara Bizzotto alla vice presidenza del Parlamento europeo. L'incarico è andato a Fabio Massimo Castaldo del M5s, mentre divampava la protesta dei leghisti a Strasburgo. Il sospetto, negato da entrambi i partiti protagonisti, è che vi possa essere stato un accordo sotterraneo tra M5s e Pd, che ha portato Castaldo a fare il vice del dem David Sassoli, eletto poche ore prima alla presidenza dell'Europarlamento.

Per quanto riguarda l'autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, si è quindi raggiunto un accordo di massima sullo schema finanziario da applicare alle intese che prevederebbe trasferimenti statali di risorse alle Regioni calcolati in base alla spesa storica di ogni competenza in quella determinata Regione.

Solo dopo tre anni, vi sarebbe il passaggio all'ipotesi di trasferimenti calcolati in base ai fabbisogni standard, applicati progressivamente considerando i livelli essenziali delle prestazioni. Ma il vertice si è concluso con un rinvio delle questioni rimaste in sospeso - ovvero la negoziazione delle competenze con i singoli ministeri - a una nuova riunione che si terrà lunedì alle 13.



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