"Offese Napolitano", Storace condannato a 6 mesi

(AGI) - Roma - Mezz'ora di camera di consiglio e'bastata per chiudere (almeno per ora) una vicenda giudiziariache si stava trascinando  [...]

"Offese Napolitano", Storace condannato a 6 mesi
(AGI) - Roma, 21 nov. - Mezz'ora di camera di consiglio e'bastata per chiudere (almeno per ora) una vicenda giudiziariache si stava trascinando da 7 anni: Francesco Storace, leaderdella Destra, e' stato condannato dal giudice del tribunale diRoma Laura D'Alessandro a sei mesi di reclusione per il reatodi offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato. Attenuanti generiche, pena sospesa e non menzione ma l'attualevicepresidente del Consiglio regionale del Lazio non ha fattonulla per nascondere la propria amarezza: "Sono l'unicoitaliano condannato per questo reato e questa e' una cosa sucommissione. Ieri il Pd ha bloccato, per voce dellaFinocchiaro, ogni possibilita' di discussione sull'abrogazioneo sulla modifica di questo reato anacronistico (l'articolo 278del codice penale, ndr). Sara' contento Napolitano...". I fatticostati la condanna risalgono all'ottobre del 2007, quandol'allora senatrice a vita Rita Levi Montalcini contribui' conun suo voto a non far cadere il governo guidato da RomanoProdi. Un'iniziativa criticata aspramente sul blog di Storacema non a lui direttamente riconducibile. Napolitano, pochigiorni dopo, ricevendo al Quirinale degli studenti, defini'"indegno" l'attacco alla scienziata, scatenando a quel punto lareazione dello stesso Storace che proprio in quei giorni avevapresentato un disegno di legge finalizzato ad eliminare lafigura dei senatori a vita: "Giorgio Napolitano - disseall'epoca il senatore - non ha alcun titolo per distribuirepatenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese enepotistica condizione familiare, per evidente faziosita'istituzionale. E' indegno di una carica usurpata amaggioranza...". Per il pm onorario Laura Pezone, queste espressioni "sonopesanti, insultanti e aggressive" perche' arrivano ad offendere"il Capo dello Stato, cioe' l'istituzione che rappresental'Unita' d'Italia". E' vero che Storace, oltre a essereincensurato, si e' scusato con il Quirinale che ha poidichiarato chiuso l'incidente, ottenendo con Napolitano unlungo colloquio privato per scusarsi di quelle dichiarazioni"dai toni e dai contenuti" non proprio ortodossi, ma e' anchevero che "quelle espressioni - ha spiegato il pm - non possonoessere coperte dall'immunita' parlamentare. Dunque il reatoc'e' tutto". Di diversi avviso i difensori di Storace, gliavvocati Bruno Giosue' Naso e Romolo Reboa che si eranopronunciati per un'assoluzione. Secondo i due penalisti, leespressioni pronunciate nei confronti del Capo dello Stato,"pur essendo frutto di una 'vis' polemica aggressiva egraffiante, devono tuttavia rientrare nelle prerogative deldiritto di critica politica riconosciuto a ogni membro delParlamento dall'articolo 68 della Costituzione". Anche "se intermini astratti queste parole possono avere una valenzadiffamatoria e ingiuriosa", di fatto Storace - hanno insistito- "ha esercitato le sue prerogative politiche, dando sfogo alsuo temperamento, polemico, non remissivo, certamente reattivo.Ma questo non puo' costituire reato". Numerosi attestati disolidarieta' sono arrivati a Storace dopo la condanna. L'expresidente della Camera, Gianfranco Fini, ha parlato di"sentenza che deve far riflettere sul confine che separa laliberta' di opinione dal vilipendio. Le parole che hannodeterminato la condanna di Storace sono certamente ascrivibilialla prima categoria come del resto e' apparso chiaro allostesso presidente Napolitano. "La pena sara' stata anchesospesa - ha sottolineato Maurizio Gasparri, senatore di ForzaItalia - ma resta la profonda amarezza per una decisioneingiusta, anacronistica. La Finocchiaro e Zanda hanno impeditoche si discutesse la mia proposta per abolire il vilipendio sulquale anche Napolitano aveva aperto, rendendosi colpevoli diquesta sentenza vergognosa. Presentero' un'interrogazione persapere quante procedure ha attivato il ministro della GiustiziaOrlando nei confronti dei tanti che insultano impuniti ilPresidente della Repubblica. Temo nessuna, e di questo faro'pubblica denuncia. Napolitano, con il quale tra l'altro Storaceha avuto modo di chiarirsi, si esprima ora chiaramente. Nonpermetta almeno lui che ci sia un reato ad personam". Infine,Fabrizio Cicchitto (Ncd): "Anche la condanna in primo grado aStorace testimonia l'urgenza di riformare in Italia lagiustizia". (AGI).