Zootecnia: Sardegna, -58% allevatori bovini ma piu' capi/azienda

(AGI) - Cagliari, 10 ott. - In 28 anni la Sardegna ha perso il52% dei propri allevatori di bovini, che spono passati dai16.256 censiti nel 1983 a 7.852, dato del 2010. All'appellomancano 8.404 operatori, soprattutto in Gallura, nel Sassaresee nell'Oristanese. Ma nel contempo e' raddoppiato il numero deicapi per azienda, secondo un'analisi dell'Ufficio Studidell'Ara Sardegna, associazione regionale allevatori, cherileva anche un riposizionamento della presenza di bovininell'isola, inversamente proporzionale a quella delle pecore:il numero di mucche e' aumentato nelle zone interne e collinari(+63%) in Ogliastra e si e' dimezzato in pianura,

(AGI) - Cagliari, 10 ott. - In 28 anni la Sardegna ha perso il52% dei propri allevatori di bovini, che spono passati dai16.256 censiti nel 1983 a 7.852, dato del 2010. All'appellomancano 8.404 operatori, soprattutto in Gallura, nel Sassaresee nell'Oristanese. Ma nel contempo e' raddoppiato il numero deicapi per azienda, secondo un'analisi dell'Ufficio Studidell'Ara Sardegna, associazione regionale allevatori, cherileva anche un riposizionamento della presenza di bovininell'isola, inversamente proporzionale a quella delle pecore:il numero di mucche e' aumentato nelle zone interne e collinari(+63%) in Ogliastra e si e' dimezzato in pianura, inparticolare nel Sulcis-Iglesiente (-65%). "Nell'82 ogniallevatore sardo aveva in media 17,2 mucche, oggi si e' salitia 32,1", sottolinea il presidente di Ara Sardegna, Sandro Lasi."Questo significa che anche questo settore, come quello ovino(dove i pastori sono diminuiti del 35%, con gli ovili che hannoin media 239 pecore rispetto alle 121 dell'82) si e'professionalizzato e ha aumentato le produzioni. Pur nonseguendo lo stesso trende dell'emorragia degli allevatori, sonodiminuiti anche i capi, del 12% (sono 35.803 in meno), passatidai 287.765 dell'82 ai 251.962 del 2010". "Emergono importanti spostamenti geografici degli animali",sottolinea il direttore dell'associazione, Marino Contu, "daiquali evinciamo le strategie degli allevatori isolani che, inlinea generale, hanno deciso di stanziarsi in pianura,abbandonando la montagna, dove, invece, si e' investito suibovini di razze rustiche". La provincia di Nuoro ha perso ilprimato della presenza di pecore a favore del Sassarese, dovesi e' registrato un aumento del 46%. Il numero di ovini e'cresciuto molto anche nel Medio Campidano (+79%) enell'Oristanese (+47%). Nel contempo il Nuorese ha guadagnatopiu' capi bovini (+18%), che sono quasi raddoppiati inOgliastra (+63%). "Ad accompagnare e incentivare l'incrementodei bovini nelle zone interne sono state anche le misure delPsr (Piano di sviluppo rurale) sulle razze rustiche", aggiungeContu. "Esempio virtuoso, come quella sul benessere animale, diiniziative politiche che leggono intelligentemente icambiamenti e le trasformazioni del comparto". Il primato per la presenza di bovini e' passato dalSassarese all'Oristanese, dove le mucche sono passate da 57.314a 63.901, con un incremento dell'11% dal 1982, per la presenzadi Arborea, "la capitale sarda - sottolinea Lasi - nellaproduzione del latte vaccino". "La sua organizzazionenell'allevamento e la presenza della cooperativa 3A, che lavorail 90% del latte di vacca (191 milioni di litri", osseva ilpresidente dell'Ara Sardegna, "rappresentano una locomotiva peril settore". In Gallura il numero di bovini e' diminuito del 35% a causadell'epidemia di lingua blu, che ha imposto il blocco dellamovimentazione dei capi nella penisola. (AGI)Red/Rob