Siani: Marco Risi, grazie Fortapasc si e' parlato di nuovo di lui

(AGI) - Roma, 23 set. - Trent'anni fa fu ucciso GiancarloSiani, il 26enne cronista precario del 'Mattino' freddato dallacamorra al Vomero il 23 settembre 1985. Nel 2009 per la primavolta il cinema si e' occupato di lui: il regista Marco Risi hadiretto 'Fortapasc', pellicola in cui ripercorre l'ultimoperiodo della vita del giovane cronista e che ha portatoall'attenzione del grande pubblico una storia di cui si stavaperdendo memoria. "Non mi aspettavo che in occasione deltrentennale della morte ci fosse tutta questa attenzione suSiani - racconta Marco Risi all'Agi -. Il suo caso

(AGI) - Roma, 23 set. - Trent'anni fa fu ucciso GiancarloSiani, il 26enne cronista precario del 'Mattino' freddato dallacamorra al Vomero il 23 settembre 1985. Nel 2009 per la primavolta il cinema si e' occupato di lui: il regista Marco Risi hadiretto 'Fortapasc', pellicola in cui ripercorre l'ultimoperiodo della vita del giovane cronista e che ha portatoall'attenzione del grande pubblico una storia di cui si stavaperdendo memoria. "Non mi aspettavo che in occasione deltrentennale della morte ci fosse tutta questa attenzione suSiani - racconta Marco Risi all'Agi -. Il suo caso e' statodimenticato presto, ma poi e' stato recuperato. In questo sensoil mio film ha certamente aiutato. Inoltre - aggiunge - hafatto bene anche alle Forze dell'ordine: a Torre Annunziata dueoperazioni anti-camorra sono state denominate proprio'Fortapasc' in onore di Siani". Nel suo film, Risi racconta diun ragazzo semplice (interpretato da un bravissimo Libero DeRienzo) che ama il proprio lavoro e non si sente ne' vuole farel'eroe. "Un ragazzo come tanti, pieno di vita che amavadivertirsi e al quale piacevano le donne - dice il regista, cheoggi e' a Napoli per ricordare Siani - Era un bravo giornalistain tempi in cui le notizie dovevi andartele a cercare dipersona sul posto e non c'era Internet. Oggi avrebbe 56 anni eforse sarebbe direttore del Mattino". Nel suo film, Risi evitadi fare un 'santino' di Siani. "Ho raccontato un ragazzonormale, che era impegnato nel sociale e allenava una squadradi basket femminile. Un giornalista che non voleva diventare uneroe ma voleva solo fare bene il proprio lavoro. Suo malgradoe' diventato un simbolo - aggiunge - anche perche' e' statol'unico giornalista ucciso dalla camorra. La citta' di Napolinon ha molti eroi - spiega ancora Risi - e Siani e' uno deipochissimi di cui puo' vantarsi. I napoletani ne sono fieri eun esempio su tutti e' quello dell'attore e comico AlessandroSiani che ha scelto questo cognome 'd'arte' proprio in onore diGiancarlo". 'Fortapasc' e' uscito al cinema nel 2009 e poi haproseguito la sua vita nelle scuole e in tv, contribuendo arendere 'popolare' Giancarlo Siani. "In Campania il mio film haottenuto il maggior successo - dice ancora Risi - e ha fattoconoscere il suo caso a molti giovani che non ne avevano maisentito parlare. Inoltre abbiamo utilizzato sul set la veraMehari verde di Siani, la macchina in cui fu ucciso il 23settembre 1985, che era stata ritrovata qualche tempo prima inSicilia. Da quel momento anche quest'auto e' diventata unsimbolo anti-camorra". Marco Risi e' un regista e unintellettuale e prima di girare un film su Siani si e' fattoun'idea ben precisa di chi fosse. "L'ho conosciuto attraverso iracconti del fratello e degli amici - dice ancora - ed e'venuto fuori un ragazzo dalle molte sfaccettature. Ho saputoche era simpatico e appassionato che ha avuto il coraggio el'incoscienza di scrivere certe cose, non riuscendo a capire lamalvagita' di quelli contro cui si metteva. Un'ingenuita' cheforse gli e' stata fatale". .