Psr: Fava, 1 mld fondi pronti governo costringe ad attendere

(AGI) - Roma, 21 feb. - "Le risorse ci sono, vanno spesebene. Il nostro Piano di sviluppo rurale dal 5 dicembre 2014 e'caricato a sistema, siamo stati l'unica regione che harispettato le scadenze. Il Governo ci ha chiesto di aspettarealtre regioni e sono soltanto tre quelle in grado di presentareil Psr: Veneto, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano. LaCommissione europea ha tempo fino al 30 giugno perl'approvazione, quindi la data del 15 maggio e' soloindicativa". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura della RegioneLombardiaGianni Fava intervenendo all'incontro 'Il nuovo Psr 2015 -

(AGI) - Roma, 21 feb. - "Le risorse ci sono, vanno spesebene. Il nostro Piano di sviluppo rurale dal 5 dicembre 2014 e'caricato a sistema, siamo stati l'unica regione che harispettato le scadenze. Il Governo ci ha chiesto di aspettarealtre regioni e sono soltanto tre quelle in grado di presentareil Psr: Veneto, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano. LaCommissione europea ha tempo fino al 30 giugno perl'approvazione, quindi la data del 15 maggio e' soloindicativa". Lo ha detto l'assessore all'Agricoltura della RegioneLombardiaGianni Fava intervenendo all'incontro 'Il nuovo Psr 2015 -2020'che si e' tenuto nella Sala Convegni della Fiera diAbbiategrasso (Mi). "Se i tempi di approvazione del Psr fossero quelli previsti- ha spiegato Fava - e' realistico pensare che si sia perso il2015. La nostra idea e' quindi di far uscire bandi e, quandoarrivera' il via libero definitivo da Bruxelles, sarannoassegnabili da subito". L'Italia - come ha fatto presente ieriFava - e' infatti rimasta fuori dal via libera dato dall'UnioneEuropea a 18 Psr, fra i quali la Rete rurale nazionale diFrancia, Paesi Bassi, Baviera, Lettonia, Lituania, ma ancheDistretti del Portogallo, Fiandre, Estonia, RenaniaSettentrionale - Westfalia, Inghilterra. Nel corso del suo intervento, apprezzato dagli esponentidelle organizzazioni sindacali, l'assessore Fava ha ripercorsole tappe che hanno caratterizzato l'azione politica dellaRegione Lombardia per recuperare risorse e incisivita' sulpiano nazionale e soprattutto europeo. "Partendo dal presupposto che l'Italia manda in Europa piu'soldi di quanto ci restituiscano - ha detto Fava - l'impiantonormativo prevede che per ogni euro di triangolazione europeache arriva in Italia, dobbiamo contribuire con un altro euronostro. In questo quadro, considerata la non propensione delGoverno italiano a garantire la copertura dell'85 per cento diquesta quota, Regione Lombardia ha chiesto e ottenuto di poterincrementare le risorse di competenza delle regioni portandoledal 15 al 30 per cento con fondi del proprio bilancio sulsecondo pilastro Pac, quello relativo agli investimenti.Tradotto in denaro, circa 200 milioni di euro". L'ultima Pac la cui validita' e' fino al 2019, comportavauna riduzione di fondi all'Italia del 55 per cento sul primopilastro, quello degli aiuti. Da quando l'assessore Fava si e'insediato ricevendo la delega all'agricoltura dal presidenteMaroni, sono state definite le modalita' di accoppiamentotitoli in modo da utilizzare i premi previsti dall'UnioneEuropea per settori in difficolta'. "Noi abbiamo detto - ha ricordato Fava - che per laLombardia questi settori sono zootecnia e riso. Abbiamoottenuto un grande risultato: gli aiuti accoppiati, per untotale di 76 milioni disponibili per l'Italia, consentono cosi'alla Lombardia di portare al 40 per cento i contributi cheprima erano al 17, a fronte del fatto che nostra regioneproduce il 44 per cento del latte italiano". Sulla vicenda quote latte l'assessore lombardo e'stato lapidario: "Se il regime delle quote latte avessefunzionato - ha detto - oggi non avremmo il prezzo del lattesotto i costi di produzione, a 35 centesimi al litro. A frontedi un prezzo medio stimato in 50 centesimi al litro". Riguardo al tema in discussione, il Psr, Fava ha confermatoche "Il nuovo Psr avra' il valore di 1,157 miliardi di euro.Mai successo nella storia italiana che una regione potesseregistrare aiuti aumentati a disposizione del sistema agricolo:una parte (30 per cento, per 400 milioni di euro) andra' allemisure agroambientali, 420 milioni per le imprese agricole, ilresto ai Gal e alla diffusione della banda larga". (AGI)Bru