Musica: Prosseda, "Mendelssohn un grande accanto a Bach e Mozart"

(AGI) - Roma, 18 lug. - "Mendelssohn e' un grandissimo, ha ilsuo posto accanto a Bach e Mozart". E' una dichiarazione forte,quella che fa del compositore tedesco uno dei giganti dellamusica classica, ma Roberto Prosseda arriva a pronunciarla conconvinzione al termine di dieci anni di lavoro che culminano in"Da capo a fine", triplo cd (Decca 4811010) che completal'integrale pianistica di Felix Bartholdy alla quale ilpianista italiano ha lavorato con pazienza. "Il titolo 'Da Capoal Fine'", spiega Prosseda in un'intervista all'AGI, "racchiudediversi significati. Allude al completamento dell'integralepianistica di Mendelssohn in 9

Musica: Prosseda, "Mendelssohn un grande accanto a Bach e Mozart"
(AGI) - Roma, 18 lug. - "Mendelssohn e' un grandissimo, ha ilsuo posto accanto a Bach e Mozart". E' una dichiarazione forte,quella che fa del compositore tedesco uno dei giganti dellamusica classica, ma Roberto Prosseda arriva a pronunciarla conconvinzione al termine di dieci anni di lavoro che culminano in"Da capo a fine", triplo cd (Decca 4811010) che completal'integrale pianistica di Felix Bartholdy alla quale ilpianista italiano ha lavorato con pazienza. "Il titolo 'Da Capoal Fine'", spiega Prosseda in un'intervista all'AGI, "racchiudediversi significati. Allude al completamento dell'integralepianistica di Mendelssohn in 9 cd. In questi ultimi tre dischisi parte da brani pianistici degli esordi del compositoretedesco per finire con quelli degli ultimi anni della suavita". 'Da Capo al Fine' e' anche una notazione usata perindicare, giunti al termine di un brano, la ripetizione dellasua prima parte (Da Capo) fino al segno Fine. "I brani con il'Da Capo' -spiega- sono generalmente i Minuetti con Trio ealtre forme chiuse della tradizione barocca e classica, a cuiin effetti Mendelssohn guardava come modello non solo durantegli anni di apprendistato, ma anche nell'arco della suasuccessiva evoluzione, come testimoniano i cicli di Variazionie i Preludi e Fughe". Prosseda fa un bilancio "enormementepositivo" di questi dieci anni di lavoro sul compositore."Quando cominciai", racconta, "non pensavo che avrei fattoun'integrale. Io stesso non consideravo Mendelssohn tra igrandissimi. A poco a poco mi sono ricreduto, liberandomi dapregiudizi e luoghi comuni. Quello di Mendelssohn e' ununiverso ricco e vario, di un artista che non si limitava aricreare composizioni altrui. Ho cercato di essergli il piu'possibile fedele ma anche di renderlo vivo, attuale, cosi' comelui fece con Bach e Mozart, dimenticati dopo la loro morte.Mendelssohn subi' la stessa sorte, complice l'ostracismoantisemita di Wagner da un lato e dall'altro il fatto chevenisse associato alla cultura dell'Inghilterra vittoriana"."La sua", continua il pianista, "e' musica per palati fini, glistessi palati che saprebbero distinguere tra un vino di scarsaqualita' e un Sassicaia. E' una musica che restera', e restera'perche' trasmette quell'inquietudine come solo i grandissimiriescono a fare. Tra fughe, variazioni e ricadute ho scopertoun Mendelssohn intenso, e a tratti anche cupo". Il cofanetto, caratterizzato dalla presenze di 28 primeregistrazioni mondiali e per una parte quasi totalmentecomposto da inediti, e' stato registrato ad Acireale, in unosplendido palazzo nobiliare. Li', spiega Prosseda, "uno studioattrezzatissimo e di livello altissimo mi consente di avere lostesso suono al pianoforte, un suono naturale e coerente con sestesso. Poi, una volta completato il lavoro, convoco gli amiciche ho in quella citta' siciliana e suono di fronte a loro:questo mi da' la possibilita' di conoscere la reazione di unpubblico e misurarmi su quella. E' urgente recuperare ilrapporto con il pubblico, per dare del 'tu' a chi ascolta, mamolto dipende dall'atteggiamento di chi suona. Claudio Abbado,ad esempio, era veramente molto avanti, nel rapporto conl'orchestra e con l'uditorio". E l'interpretazione? "E' lasostanza della musica: faccio spesso lezioni servendomi di unrobot, che suona con 53 dita. Suoniamo gli stessi brani, mamentre lui e' ripetitivo, io interpreto". Il pubblico,sottolinea Prosseda, "ha bisogno di codici di accesso allamusica classica" e oltre all'interpretazione uno di questi e'la "condivisione". E' da qui che si "crea l'energia delmomento. Energia e condivisione arrivano anche dal rapporto tra lamusica e altre arti, sul solco che porto' Mendelssohn aincontrare Goethe. "E' molto interessante -dice Prosseda- potercreare contesti in cui la letteratura si accompagni alla musicae viceversa. L'anno prossimo, ad esempio, saro' impegnato nellaricorrenza dell'anniversario della nascita di Dante. Suonero'brani di Liszt preceduti o seguiti da versi della DivinaCommedia. Cosi' accadra' prossimamente a Torino con un attoreche leggera' Bertrand Russell". In partenza per il prossimo tour di concerti (prima Corea,poi Canada e altre tappe), Prosseda non rinuncia a lanciarel'allarme sul livello della formazione musicale in Italia. "Nonsi fa un concorso per l'assunzione di docenti nei Conservatoridagli anni Novanta", sottolinea. "Adesso -aggiunge- lanormativa prevede che si abbiano almeno tre anni di servizioper poter insegnare. Cio' significa far fuori tutti coloro chehanno una carriera concertistica, che li porta si' a stare ingiro ma anche ad accumulare esperienze preziose da trasmettereagli allievi. Noi, cosi', regaliamo concertisti ad altre citta'e altri paesi, a Lugano per esempio. E anche io, le confesso,sto pensando di andare via dall'Italia". (AGI)Fab