Latte: Confagricoltura, tagliare costi produzione e puntare export

(AGI) - Roma, 19 ott. - Per affrontare l'emergenza-latte e'urgente tagliare costi di produzione e puntare sull'export. Conil latte che torna ai minimi storici (quotato a 34 cent/litro)e il regime delle quote chiuso senza che fosse operativo unpiano per accompagnare i produttori nel il libero mercato insorgono legittimi movimenti di civile protesta degliallevatori del settore. Da qui la necessita' di una proposta per affrontarel'attuale difficile situazione. Dal Piemonte sta partendo unamobilitazione che si estendera' su tutto il territorionazionale. Filippo Gasparini - presidente della Sezione diProdotto Lattiero-Casearia di Confagricoltura Piacenza - e'

(AGI) - Roma, 19 ott. - Per affrontare l'emergenza-latte e'urgente tagliare costi di produzione e puntare sull'export. Conil latte che torna ai minimi storici (quotato a 34 cent/litro)e il regime delle quote chiuso senza che fosse operativo unpiano per accompagnare i produttori nel il libero mercato insorgono legittimi movimenti di civile protesta degliallevatori del settore. Da qui la necessita' di una proposta per affrontarel'attuale difficile situazione. Dal Piemonte sta partendo unamobilitazione che si estendera' su tutto il territorionazionale. Filippo Gasparini - presidente della Sezione diProdotto Lattiero-Casearia di Confagricoltura Piacenza - e'critico nei confronti delle azioni di piazza, purcomprendendone le ragioni e vivendole in prima linea. "Quandoil ministro accantona sessanta milioni di euro applicando ilmeccanismo della compensazione in modo pedissequo sulla pelledi quelli che, dopo aver comprato le quote e rispettato pertrent'anni il regime, hanno splafonato negli ultimi sei mesi,cosa volete? Le colpe sono molteplici, ma le proteste sono learmi dei deboli. Le ricette per gestire questa crisi,prevedibile, le avevamo date per tempo: organizzare il nostrooutput, prima di tutto, costruendo buoni rapporti di filiera eaggregando la produzione. Altra linea d'azione fondamentale: lalimitazione dei costi. Gli allevatori italiani hanno costiproduttivi troppo alti perche' sono tenuti a standard digaranzia troppo elevati per una serie di aspetti: ambientale,di biosicurezza e di benessere animale. Vogliamo parlare dicosti? Parliamo di costi-benefici - prosegue Gasparini - noicopriamo le fosse dei liquami e nei Paesi competitor neppure lehanno". "Gli ambiti dove agire e tagliare sono questi. Ben vengal'abolizione dell'Imu, ma dobbiamo tagliare ulteriormente icosti della mala burocrazia. Le norme servono, ma devono esseresemplici e funzionali", aggiunge. Che si produca il 10% del latte in piu' e' un dato difatto, come la congiuntura economica. Le leggi della domanda edell'offerta fanno il resto. "Protestare di fronte agliindustriali - rimarca Gasparini - e' come se accettassimo cheil venditore di trattori manifestasse di fronte a casa nostraperche' non compriamo il trattore. Molto piu' intelligente e'aggredire il sistema con la nostra capacita' di vendere eriducendo i costi". Aggregare l'offerta e puntare sull'export delle Dop, sonodue azioni strategiche che il presidente della SezioneLattiero-Casearia di Confagricoltura Piacenza indica da tempo. "Dobbiamo avere tutti voce nelle Dop, perche' le Dop sonoun bene di tutti. La politica di contrazione delle produzioniDop e' miope e ha l'effetto di danneggiare la parteallevatoriale. Servono buoni rapporti nelle filiera e poi,andare all'attacco con l'export, invece, oggi, che abbiamo unamaggior disponibilita' di latte, ci si impone di avere unaminor produzione di formaggio, parlo di Grana Padano eParmigiano Reggiano ovviamente. Cosi' il sistema non puo' starein piedi. Ma quanto abbiamo organizzato l'offerta e utilizzatole nostre armi vincenti, ossia le Dop? A nostro parere non asufficienza. La congiuntura e' questa. Non va cercata laragione nelle piazze - conclude Gasparini - ma quando i nostripadri non si perdevano a coprire le fosse dei liquami eravamodiventati la sesta potenza al mondo". (AGI)Bru