Hebdo: "Truffatori dell'islamofobia", manifesto postumo di Charb

(AGI) - Roma, 27 giu. - Il 5 gennaio 2015, due giorni prima divenire ucciso nell'attentato al suo giornale insieme a undicisuoi colleghi, tra cui alcuni dei piu' noti vignettistisatirici europei, il direttore di Charlie Hebdo, Charb(Stephane Charbonnier), ha consegnato al suo editore quello chedi fatto e' diventato il suo manifesto, e il suo testamentoeditoriale. Quel testo e' stato pubblicato in Italia da Piemmecon il titolo 'Lettera ai truffatori dell'islamofobia' (96pagine - 14 euro). Ripercorrendo alcune delle pagine piu'significative della storia di Charlie Hebdo, con le minacce ele polemiche che

(AGI) - Roma, 27 giu. - Il 5 gennaio 2015, due giorni prima divenire ucciso nell'attentato al suo giornale insieme a undicisuoi colleghi, tra cui alcuni dei piu' noti vignettistisatirici europei, il direttore di Charlie Hebdo, Charb(Stephane Charbonnier), ha consegnato al suo editore quello chedi fatto e' diventato il suo manifesto, e il suo testamentoeditoriale. Quel testo e' stato pubblicato in Italia da Piemmecon il titolo 'Lettera ai truffatori dell'islamofobia' (96pagine - 14 euro). Ripercorrendo alcune delle pagine piu'significative della storia di Charlie Hebdo, con le minacce ele polemiche che le hanno accompagnate, Charb risponde conacutissima e pungente logica alle accuse di islamofobia deibenpensanti che, insieme a fatwe e istigazioni al taglio dellemani, il suo giornale si e' attirato pubblicando le vignette suMaometto. "In virtu' di quale contorta teoria lo humour sarebbemeno compatibile con l'islam che con qualunque altra religione?Se si lascia credere che si puo' ridere di tutto salvo di certiaspetti dell'islam perche' i musulmani sono molto piu'suscettibili del resto della popolazione, che cosa si fa, senon della discriminazione?" Arguto, lucido, e tragicamenteprofetico, in queste pagine postume replica non solo ai suoiassassini, ma anche all'ipocrisia di quella classe politica eintellettuale che negli anni ha pericolosamente isolato ilgiornale. Ricordandoci che sottomere gli individui e la loroliberta' alle credenze non puo' che rappresentare un tragicoerrore. (AGI).

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