Da scandalo a icona pop, 70 anni fa esplodeva l'atomico bikini

Il sarto francese che lo inventò si ispirò all'atollo delle Marshall dove gli americani conducevano esperimenti nucleari

Da scandalo a icona pop, 70 anni fa esplodeva l'atomico bikini

Roma - Quando Louis Reard, sarto francese, cuci' quei minuscoli ritagli di stoffa destinati a (s)coprire le donne in spiaggia, il suo pensiero ando' - per associazione di idee - agli esperimenti nucleari condotti dagli Usa nell'atollo Bikini, nelle isole Marshall. Anche il suo costumino a due pezzi, infatti, era destinato ad avere un effetto atomico. Cosi' la scelta del nome arrivo' facile e il 5 luglio 1946 - esattamente 70 anni fa - il bikini fece il suo ingresso ufficiale nel panomara della moda estiva femminile. 

Da scandalo a icona pop, 70 anni fa esplodeva l'atomico bikini - FOTO

Reard, in realta', si era limitato a rifinire - rimpicciolendolo ancora di piu' - un modello pubblicizzato un paio di mesi come "il costume piu' piccolo del mondo" da Jacques Heim e chiamato Atome proprio per le sue dimensioni ridotte. Cosi' quando il sarto volle presentare la sua 'creatura' ("piu' piccolo del piu' piccolo costume al mondo"), non trovo' anima viva che osasse indossarlo e dovette rivolgersi a una spogliarellista del Casino de Paris. Micheline Bernardini fu dunque la prima donna a indossare lo scandaloso due pezzi alla piscina Molitor della capitale francese quel 5 luglio 'esplosivo'. Le foto, neanche a dirlo, spopolarono e la danzatrice ricevette qualcosa come 50mila lettere di fan esaltati.

Il costumino, tuttavia, non fu subito ben accetto, soprattutto oltreoceano: nel cinema americano mostrare l'ombelico era vietato e i produttori di costumi liquidarono la novita' come un'invenzione per le francesi con le gambe corte bisognose di slanciare la figura. Ma il cammino del bikini era inarrestabile e negli anni '50 il due pezzi si avviava a diventare un must. Aiuto' molto, in questo senso, il bikini di Brigitte Bardot nel film 'E Dio creo' la donna' del 1958. Gli affari di Reard iniziarono a volare, tanto che il sarto rilancio' con una pubblicita' in cui si diceva che un due pezzi non era un vero bikini se "non passava attraverso un anello nuziale".

Poi, nel 1960, arrivo' la hit di Bryan Hyland "Itsy Bitsy Teenie Weenie Yellow Polkadot Bikini" che scateno' la corsa all'acquisto delle teenager americane. Lo scanzonato successo cinematografico 'Vacanze sulla spiaggia' di tre anni dopo, capostipote dei 'beach party movies' con Annette Funicello (che pero' non era in bikini su richiesta della Walt Disney) e Frankie Avalon fece il resto, trasformando il costumino in una vera e proprio icona della cultura pop. (AGI)