Tumori: con antiossidanti possibili rischi cancro prostata

(AGI) - Torino, 2 ott. - Assumere in alte dosi sostanzealimentari contenute in molti integratori alimentari aumenta ilrischio di sviluppare il tumore alla prostata. A lanciarel'allarme e' uno studio condotto all'ospedale Molinette diTorino, coordinato dal professor Paolo Gontero della Clinicaurologica universitaria, diretta dal professor Bruno Frea.Secondo lo studio, alcuni alimenti come il selenio, i licopenicontenuti nei pomodori e gli estratti di the' verde, ritenutida sempre protettive nei confronti del tumore alla prostata, alcontrario ne favorirebbero lo sviluppo. Lo studio, iniziato nel2008, si e' concentrato su pazienti affetti da una malattia

(AGI) - Torino, 2 ott. - Assumere in alte dosi sostanzealimentari contenute in molti integratori alimentari aumenta ilrischio di sviluppare il tumore alla prostata. A lanciarel'allarme e' uno studio condotto all'ospedale Molinette diTorino, coordinato dal professor Paolo Gontero della Clinicaurologica universitaria, diretta dal professor Bruno Frea.Secondo lo studio, alcuni alimenti come il selenio, i licopenicontenuti nei pomodori e gli estratti di the' verde, ritenutida sempre protettive nei confronti del tumore alla prostata, alcontrario ne favorirebbero lo sviluppo. Lo studio, iniziato nel2008, si e' concentrato su pazienti affetti da una malattia"pre-tumorale" della prostata, in grado quindi di condizionareun rischio elevato di sviluppare in seguito un tumore allaprostata e per la quale non esiste ad oggi alcuna terapia. Ungruppo di pazienti e' stato trattato per 6 mesi con pillolecontenenti alte dosi di selenio, licopeni e polifenoli del the'verde, le tre sostanze antiossidanti ritenute in quel momentole piu' efficaci nel prevenire il tumore alla prostata. Ad unaltro gruppo, invece, e' stato somministrato lo stessoquantitativo di pillole contenenti pero' una sostanza placebocome l'amido. Il risultato e' che i soggetti trattati con lesostanze attive hanno avuto una probabilita' tre volte maggioredi sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quellitrattati con placebo. "Mai ci saremmo aspettati di doverconstatare un effetto opposto a quanto avevamo sperato" - hadichiarato il professor Paolo Gontero -. "Nel tentativo dicapire le ragioni di un tale risultato paradossale abbiamocondotto delle analisi genetiche sui microRNA di questi tumorinei laboratori di Genomica dei tumori della Fondazione EdoTempia. I soggetti che avevano assunto questi antiossidanti inelevate quantita', contrariamente a quelli trattati con soloplacebo, mostravano dei geni anomali simili a quelli che sirinvengono nei tumori della prostata, a dimostrazione chel'aumentato numero di tumori non e' dovuto al caso, ma e'l'effetto di modificazioni geniche probabilmente indotte dagliantiossidanti. L'alimentazione - continua il professore - e conessa gli antiossidanti, restano elementi di fondamentaleimportanza nella prevenzione dei tumori, oltre che un possibileausilio nella loro cura. Questo studio ci mette pero' inguardia sul fatto che una sostanza con potere "antiossidante"in elevate quantita' o in concentrato non e' necessariamentebenefica. Il selenio ad esempio, come pure la vitamina E,sostanze in se stesse benefiche, sono risultate incriminatedell'aumento di tumori alla prostata". (AGI).