Tumori: allarme melanoma per i giovani, 2.260 casi nel 2015

(AGI) - Roma, 25 mag. - Il melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressi...

(AGI) - Roma, 25 mag. - Il melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo, colpisce persone sempre piu' giovani. Oggi il 20% delle nuove diagnosi, circa 2.260 casi nel 2015 in Italia, riguarda pazienti di eta' compresa tra 15 e 39 anni. Una tendenza confermata anche dai ricoveri per questa malattia nel nostro Paese. Il maggior incremento dei tassi di ospedalizzazione in 8 anni (2001-2008) si e' registrato negli over 81 (+34%), nei cittadini nella fascia di eta' 61-70 (+20%) e, sorprendentemente, proprio fra i 31-40enni (+17%). Le cause vanno ricondotte soprattutto a comportamenti scorretti, in particolare da bambini, perche' le scottature solari gravi nell'infanzia possono aumentare il rischio. Alla "Lotta al melanoma" l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha dedica un convegno nazionale oggi al Ministero della Salute.
"Parte dalla prevenzione la battaglia contro questo tumore - afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Nel nostro Paese nel 2015 sono stati stimati circa 11.300 nuovi casi (erano meno di 6.000 nel 2004, 7.000 nel 2010, 11.000 nel 2014). Il melanoma e' in costante crescita, infatti le diagnosi sono quasi raddoppiate in dieci anni, particolarmente fra i giovani. Troppe persone si espongono al sole senza precauzioni e i bambini rappresentano l''anello debole' della catena. Un richiamo da tenere in considerazione soprattutto in questi mesi, in cui molti italiani approfittano del fine settimana per stare all'aria aperta". "E' necessario - continua il prof. Pinto - proteggersi con creme solari e indumenti adeguati quando ci si espone al sole, evitando pero' le ore centrali della giornata (12-16). Inoltre non si devono utilizzare le lampade abbronzanti perche' sono cancerogene come il fumo di sigaretta. E ancora, basterebbe un semplice esame della pelle eseguito da uno specialista una volta all'anno per individuare questo tumore nella fase iniziale, quando le percentuali di guarigione superano il 90%". "Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per controllare il melanoma nella fase metastatica - spiega il prof. Paolo Ascierto, direttore dell'Unita' di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto 'Pascale' di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma -. Questa neoplasia, per la sua particolare sensibilita' all'azione del nostro sistema immunitario, ha rappresentato il candidato ideale per applicare il nuovo approccio rappresentato dall'immuno-oncologia. I farmaci immunomodulatori, che agiscono contro bersagli specifici per favorire la risposta immune, hanno infatti dimostrato di migliorare la sopravvivenza dei pazienti e in alcuni casi e' possibile parlare di cronicizzazione della malattia. Un risultato impensabile prima dell'arrivo di queste terapie, visto che la sopravvivenza mediana in stadio metastatico era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalita' a un anno del 75%. In particolare pembrolizumab, un inibitore del 'checkpoint' immunitario PD-1, molecola coinvolta nei meccanismi che permettono al tumore di evadere il controllo del sistema immunitario, ha dimostrato di allungare in maniera significativa la sopravvivenza. Un aspetto particolare riguarda il tempo di latenza. Al contrario di quanto avviene nella chemioterapia, nell'immuno-oncologia l'iniziale progressione di malattia non va interpretata come un fallimento del trattamento. La risposta clinica puo' infatti essere osservata anche proseguendo la terapia, quindi in fasi tardive". (AGI)
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