Terremoto: Gabrielli, continua a mancare cultura prevenzione

(AGI) - Reggio Calabria, 31 ago. - "E' la liturgia del dopo, che caratterizza ne...

(AGI) - Reggio Calabria, 31 ago. - "E' la liturgia del dopo, che caratterizza nel nostro Paese queste vicende. Il rammarico piu' grande non e' tanto che si ricordino queste circostanze, e' che di queste cose ci si ricordi sempre all'esito di questi eventi. Credo che ci sia fondamentalmente un problema culturale nel nostro Paese, i temi di protezione civile, di salvaguardia del territorio, della messa in sicurezza del territorio, sono sempre i temi del dopo, mai i temi del prima". Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, oggi a Reggio Calabria per le celebrazioni in memoria del Senatore, vice capo della Polizia e Prefetto, Luigi De Sena, rispondendo alle domande dei cronisti sulle polemiche riguardo le incongruenze rispetto agli interventi effettuati in passato riguardo agli effetti del sisma che ha colpito il Centro Italia. "Continueremo ad avere polemiche - ha proseguito Gabrielli - continueremo ad avere l'evidenziazione di negativita' se nel nostro Paese non nascera' una cultura della prevenzione. Solo che noi viviamo i temi della sicurezza intesa come di sicurezza dei territori, come eventi futuri ed incerti".

"Spesso - ha ricordato Gabrielli - quando ricoprivo il ruolo di capo del dipartimento della protezione civile dicevo sempre che la massima espressione dell'autorita' di protezione civile sul territorio e' il sindaco. Il sindaco ha delle incombenze pazzesche sotto il profilo della protezione civile, tant'e' che dicevo sempre che se i sindaci avessero consapevolezza di questo, difficilmente avremmo tante persone che vogliono fare i sindaci, avremmo sicuramente avuto delle crisi vocazionali. Il sindaco che tutti i giorni e' chiamato a risolvere i problemi dell'oggi, il cittadino che ha perduto il lavoro, che ha problemi economici, che si lamenta perche' ci sono le buche, perche' lo scuolabus non passa, e' ovvio che perde di vista quello che invece dovrebbe essere la visione prospettiva, quindi la messa in sicurezza del territorio, la predisposizione dei piani di protezione civile". "Noi siamo un Paese in cui - ha aggiunto su questo tema il capo della Polizia - al di la' dei grandi limiti sotto il profilo della messa in sicurezza strutturale del paese, moltissimi comuni non hanno nemmeno i piani, quelli che ce li hanno li tengono chiusi nei cassetti, quelli che ce l'hanno magari non chiusi nei cassetti lo sanno solo gli addetti ai lavori, e la stragrande maggioranza delle persone che dovrebbero essere i primi e ultimi soggetti interessati a conoscerlo, non lo conoscono. E' molto semplice anche per certi aspetti in alcune circostanze un po' stucchevole che si vada sempre dopo alla ricerca delle responsabilita', come e' giusto che sia perche' ci sono delle responsabilita' penali che devono essere fatte valere, ma credo che ci sia una responsabilita' civica che troppo spesso trovando un po' tutti responsabili, tutti tendono in qualche modo ad allontanare da se'". Gabrielli quindi ha affrontato il tema della messa in sicurezza delle abitazioni: "Quante persone hanno la consapevolezza del territorio in cui vivono dal punto di vista non solo sismico, del rischio idrogeologico, del rischio ambientale, e quante persone si attivano al di la' di quelle che poi sono effettivamente o meno le disponibilita' economiche, io credo - ha concluso - che sia essenzialmente un problema culturale". (AGI)
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