Staminali: due bimbi italiani in trial per paralisi cerebrale

(AGI) - Lugano, 29 set. - Due bambini italiani - un maschiettodi 4 anni e una bimba di 8 - affetti da paralisi cerebraleinfantile sono stati inseriti nel trial clinico coordinato daConsuelo Mancias-Guerra all ospedale universitario diMonterrey, in Messico. In occasione della giornata mondialedella paralisi cerebrale infantile, che si celebra mercoledi' 1ottobre, nuove speranze arrivano dalle cellule staminali: i duebambini stanno rispondendo bene alle cure, anche se unavalutazione completa potra' essere fatta solamente dopo la Fase2 dello studio che e' stata avviata lo scorso giugno eterminera' nel 2016. "Lo studio

(AGI) - Lugano, 29 set. - Due bambini italiani - un maschiettodi 4 anni e una bimba di 8 - affetti da paralisi cerebraleinfantile sono stati inseriti nel trial clinico coordinato daConsuelo Mancias-Guerra all ospedale universitario diMonterrey, in Messico. In occasione della giornata mondialedella paralisi cerebrale infantile, che si celebra mercoledi' 1ottobre, nuove speranze arrivano dalle cellule staminali: i duebambini stanno rispondendo bene alle cure, anche se unavalutazione completa potra' essere fatta solamente dopo la Fase2 dello studio che e' stata avviata lo scorso giugno eterminera' nel 2016. "Lo studio condotto con staminali autologhe prelevate dalmidollo osseo e' molto promettente. La Fase 1 si e'positivamente conclusa: i risultati, che sono stati pubblicatisu Cytotherapy, la rivista della International Society forCellular Therapy, hanno confermato la validita' del trattamentoin termini di sicurezza. Inoltre, sulla base dello screeningBDI (Battelle Developmental Inventory) si e' osservato unaumento medio di 4,7 mesi dell eta' evolutiva, in tutte le areedi valutazione, sia motoria che cognitiva, suggerendo unpossibile aumento della funzione neurologica", precisa VeronicaAlbertini, direttore scientifico di SSCB, la banca svizzeradelle cellule staminali con sede a Lugano che ha fatto datramite tra le famiglie e i ricercatori messicani. "La Fase 2del trial servira' a valutare l effettivo valore terapeuticodel trattamento". La paralisi cerebrale infantile e' unapatologia che ha un incidenza di 2-3 casi su 1.000 nati vivi ede' la causa piu' frequente di disabilita' motoria nellinfanzia. Racchiude diverse sindromi cliniche caratterizzate daun disturbo generalmente associato a una lesione del cervelloin fase di maturazione determinata, nella maggioranza dei casi,a un deficit di ossigeno durante la fase perinatale. ProsegueAlbertini: "La paralisi cerebrale provoca danni permanenti alcervello in quasi il 50% dei neonati che la subiscono e chesopravvivono ad essa. Per questi pazienti, l infusionecellulare rappresenta una potenziale opzione terapeutica grazieall effetto di diversi meccanismi, tra cui certamente ilmeccanismo di immunomodulazione attraverso il rilascio dicitochine e la secrezione di fattori di crescita". Il bambino italiano di 4 anni e' stato inserito nellasperimentazione fin dall inizio, facendo parte del gruppo dei18 pazienti della Fase 1 del trial messicano. Medici e genitorine hanno registrato sensibili miglioramenti, sia nella sferamotoria sia in quella cognitiva. La Fase 2 dello studio haampliato a 60 il numero di pazienti. "Grazie agli ottimirapporti con Mancias - conclude Albertini - abbiamo nuovamenteottenuto l inclusione nello studio di una bambina italiana, icui genitori si sono rivolti a noi per una consulenza. Come nelcaso del primo bambino, anche per questa piccola paziente nonerano disponibili le cellule staminali cordonali: ci siamocosi' attivati nella ricerca di una sperimentazione cheutilizzasse cellule staminali provenienti da altre fonti". SSCBoffre infatti un servizio di consulenza per accedere ai trialclinici. "Crediamo dice Patrizia Franconi, direttrice dellabanca delle cellule staminali di Lugano che le responsabilita'di una banca del cordone non debbano limitarsi al dovere digarantire i piu' alti standard di qualita' nel processo diseparazione e conservazione delle cellule staminali. SSCB,oltre a investire direttamente nella ricerca, ha scelto disvolgere un altro compito altrettanto importante, quello diavvicinare il mondo della ricerca alla realta' e ai problemidei pazienti e delle loro famiglie". (AGI).