Scienza: origini europee, scoperta nuova popolazione ancestrale

(AGI) - Enna, 18 set. - Scoperta, grazie a uno studio genetico,una nuova popolazione ancestrale in Europa. La ricerca e' ditale rilevanza da essere pubblicata sulla copertina del numerouscito oggi di 'Nature'. Gli attuali europei discenderebberocon molta probabilita' da almeno tre popolazioni ancestrali, enon due come ritenuto fino a oggi. La scoperta arriva da unteam internazionale di ricercatori del quale fanno parte duericercatori siciliani, coordinato dalle Universita'statunitense di Harvard e tedesca di Tubinga. L'importanterisultato e' stato ottenuto confrontando il Dna isolato daresti umani ossei di circa 7500 anni fa, rinvenuti

(AGI) - Enna, 18 set. - Scoperta, grazie a uno studio genetico,una nuova popolazione ancestrale in Europa. La ricerca e' ditale rilevanza da essere pubblicata sulla copertina del numerouscito oggi di 'Nature'. Gli attuali europei discenderebberocon molta probabilita' da almeno tre popolazioni ancestrali, enon due come ritenuto fino a oggi. La scoperta arriva da unteam internazionale di ricercatori del quale fanno parte duericercatori siciliani, coordinato dalle Universita'statunitense di Harvard e tedesca di Tubinga. L'importanterisultato e' stato ottenuto confrontando il Dna isolato daresti umani ossei di circa 7500 anni fa, rinvenuti in tre sitiarcheologici dell'Europa centrale e settentrionale, con il Dnadi 2.400 individui appartenenti a 200 popolazioni attualicampionate da diverse aree geografiche del mondo. ValentinoRomano dell'universita' di Palermo e Francesco Cali'dell'associazione Oasi Maria SS. di Troina Irccs, hannocollaborato allo studio. La ricerca colma le lacune sulle migrazioni dei gruppinomadi e sulle dinamiche con le quali si formarono lepopolazioni stanziali, con i primi villaggi, transizione chenell'Europa centrale ebbe luogo intorno a 7.500 anni fa, e fucontrassegnata dalla comparsa di un particolare tipo diceramica, detta "Linearbandkeramik" o "cultura della ceramicalineare". Da chiarire se le innovazioni derivarono dal contattocon gruppi del vicino Medio Oriente che migrarono o se sono daattribuire a sporadici contatti tra popolazioni vicine. Studirecenti sul genoma degli antichi "cacciatori-raccoglitori" edei primi agricoltori neolitici avevano gia' suggerito che viera stata una consistente migrazione di popoli verso l'Europacollegata con la diffusione dell'agricoltura. Questi studipero' avevano lasciata aperta la questione su quale fosse statol'impatto demografico e geografico di queste migrazioni sugliindigeni "cacciatori-raccoglitori", gia' presenti nelcontinente europeo. I ricercatori hanno analizzato il Dnaisolato da resti ossei preistorici rinvenuti in tre sitiarcheologici dell'Europa centrale e settentrionale. Il primoreperto rinvenuto a Stoccarda appartiene a un agricoltoreneolitico vissuto circa 7mila anni fa, il secondo, rinvenuto aLoschbour nel Lussemburgo, a un "cacciatore-raccoglitore"vissuto 8mila anni fa, mentre il terzo gruppo di reperti osseiappartiene a sette "cacciatori-raccoglitori", rinvenuti aMotala in Svezia e vissuti 8mila anni fa. Il risultato delconfronto col Dna di popolazioni attuali e' legato allascoperta che gli attuali europei discenderebbero con moltaprobabilita' da almeno tre popolazioni ancestrali. La prima e'una popolazione di "cacciatori-raccoglitori" indigeni; laseconda, una popolazione di agricoltori medio-orientaliarrivati in Europa 7.500 anni fa e la terza, scoperta dal team,e' presente nella regione euro-asiatica settentrionale e dalpunto di vista genetico rappresenta una sorta di 'traitd'union' tra europei e nativi americani. Il Dna di questo terzo gruppo appare diverso, sia da quellodell'antico "cacciatore-raccoglitore" del Lussemburgo sia daquello dei primi agricoltori europei. I dati dimostrano che ilterzo gruppo arrivo' nell'Europa centrale dopo l'arrivo deiprimi agricoltori, anche se al momento non e' possibile datarneesattamente l'ingresso. La componente euro-asiaticasettentrionale e' proporzionalmente la piu' piccola componenterilevabile in Europa, non supera mai il 20%, ma la si ritrovain quasi tutti i gruppi europei esaminati dallo studio.L'integrazione dei dati del Dna moderno con quelli del Dnaantico ha permesso di stabilire che quasi tutti gli attualieuropei hanno una componente genetica riconducibile a tutte etre le popolazioni ancestrali, anche se tra le variepopolazioni europee vi sono differenze nella proporzione diciascuna delle tre componenti genetiche ancestrali. Inparticolare gli europei settentrionali hanno una maggiorecomponente ancestrale simile a quella dei"cacciatori-raccoglitori" - fino a circa il 50 % nei Lituani -mentre i meridionali hanno una componente piu' affine agliagricoltori neolitici, ma anche questi primi agricoltorieuropei hanno nel Dna una componente riconducibile ai"cacciatori-raccoglitori". Gli agricoltori neoliticidell'Europa centrale non erano del tutto identici dal punto divista del Dna ai primi migranti provenienti dal Vicino Oriente,che hanno introdotto l'agricoltura in Europa. "Questi nuovidati - spiega Romano dell'universita' di Palermo - supportanol'ipotesi che dopo la Rivoluzione neolitica nell'EurasiaOccidentale deve essersi verificata una profonda trasformazionedemografica. La scoperta apre una prospettiva entusiasmante pergli archeologi per comprendere quali culture preistorichepotrebbero essere associate all'arrivo di questa popolazioneeuroasiatica settentrionale ancestrale". La popolazione siciliana mostra una forte affinita' con lepopolazioni del vicino Oriente e risultati simili sono statiottenuti per i maltesi e per gli ebrei Ashkenazi. "Il datorelativo alla Sicilia - commenta Romano - non ci sorprende inquanto e' compatibile, sia con la copiosa documentazionearcheologica che attesta di duraturi e intensi rapporti tral'isola e il vicino Oriente nei periodi preistorico eprotostorico, sia con i numerosi studi di archeogenetica dellapopolazione siciliana pubblicati negli ultimi 15 - 20 anni, dalnostro gruppo di ricerca". Una parte dei campioni di Dnasiciliani analizzati sono stati isolati da sangue di donatoridella Sicilia sud-orientale rivoltisi all'Unita' Operativacomplessa di Medicina Trasfusionale - Centro dell'Aziendaospedaliera Umberto I di Siracusa. Un altro dato emerso dallostudio riguarda la quantificazione della frazione di Dna diNeandertal presente nel genoma dei 9 scheletri che e' risultataessere pari a circa il 2%. Una conferma agli studi sul genomanucleare che hanno dimostrato che i Neandertal si sonoaccoppiati con individui della nostra specie. (AGI) En1/Can/Mzu.