Samuel L. Jackson è il primo attore a prestare la propria voce ad Alexa

L'annuncio ha però rinfocolato le polemiche sul continuo flusso di dati che, attraverso l'intelligenza artificiale di Amazon, regaliamo a Bezos

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Samuel L. Jackson, uno degli attori più apprezzati del circuito cinematografico hollywoodiano, sarà la prima celebrità a prestare la propria voce ad Alexa. L’annuncio è stato fatto ieri a Seattle durante la fiera hardware annuale di Amazon. Sentire echeggiare in casa la straordinaria voce di Samuel L. Jackson che prova a svegliarti o ti canta “Buon compleanno” costerà appena 99 centesimi; una volta installata nel vostro dispositivo sarà possibile anche scegliere se fare esprimere l’attore educatamente oppure nella sua versione più sboccata alla “Pulp Fiction”, per intenderci.

E per chi magari non gradisce granché aprire gli occhi la mattina mentre Jules Winnfield, meraviglioso personaggio interpretato da Jackson nel capolavoro di Quentin Tarantino, recita minaccioso quell’ormai celeberrimo “Ezechiele 25:17”, Amazon annuncia per il 2020 l’ingaggio di altre star dello showbiz pronte a prestare la propria voce per Alexa, cosa che sulla carta sarebbe già successa, ma in quel caso le voci erano preregistrate, non c’era alcuna interazione, stavolta invece sarà proprio possibile scambiare due chiacchiere con il proprio idolo, o perlomeno la sua versione Alexa.

La preoccupazione per la privacy

Inutile dire che anche questo annuncio ha creato polemiche, sempre le stesse quando si parla di Alexa, e riferite per lo più alle questioni riguardanti la privacy, la capacità di Alexa, anche se sarebbe più corretto scrivere la libertà che noi concediamo ad Alexa tra le mura domestiche, come quella di essere costantemente aggiornata sulle nostre ricerche e, cosa anche più inquietante, di registrare tutte le nostre conversazioni, suscita da sempre molti dubbi; di fatto, concediamo che attraverso l’intimità della nostra casa, un flusso costante di dati finisca in mano a chissà chi, che poi potrà farne chissà cosa.

L’allarmismo è esploso lo scorso aprile, quando l’azienda di Jeff Bezos ha annunciato l’ingaggio di intere squadre di tecnici che ascoltano le registrazioni provenienti dai circa dieci milioni di apparecchi venduti in tutto il mondo, con lo scopo di migliorare il servizio. Le potenzialità derivanti da questo genere di libertà che concediamo in rete click dopo click, senza scomodare nessuno sceneggiatore di film fantascientifici, potrebbero rivelarsi quasi catastrofiche. Ma Amazon non ha certo intenzione di fermarsi qui, anzi, durante l’evento di Seattle ha anche presentato nuovi auricolari, nuovi occhiali, un localizzatore di animali domestici e un forno intelligente. Presto magari ogni elettrodomestico in casa avrà la voce di una celebrità e magari converseranno tra di loro, trasformando il nostro appartamento in un set cinematografico surreale. È il futuro, toccherà farci il callo. 



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