Samsung chiude la sua migliore trimestrale da 3 anni, nonostante gli scandali (e il Note 7)

Merito dei mercati dei semiconduttori e del rafforzamento del dollaro. I numeri del colosso coreano 

Samsung chiude la sua migliore trimestrale da 3 anni, nonostante gli scandali (e il Note 7)
Samsung (Afp) 

I numeri hanno la testa dura. Più delle batterie del Note 7. Non è bastato il ritiro dal mercato del phablet, andato in fumo tra settembre e ottobre. E neppure l'inchiesta per corruzione che ha colpito il vicepresidente Lee Jae-Yong: Samsung ha chiuso il 2016 con il miglior trimestre degli ultimi tre anni.

Il risultato operativo dell'intero anno è cresciuto del 10,7% rispetto al 2015, toccando i 23,3 miliardi nonostante un fatturato in linea con quello dello scorso anno: +0,6%, ovvero 161,4 miliardi.

Il 2016 ha risentito di un'accelerazione finale, proprio in quel quarto trimestre che (senza il Note 7 sotto l'albero) avrebbe dovuto penalizzare il gruppo sudcoreano. Il risultato operativo ha registrato un balzo anno su anno del 50,2%: 7,4 miliardi. Con l'utile netto più che raddoppiato (+120%). Unica nota stonata: per il primo trimestre del 2017, il gruppo si attende un calo rispetto allo sprint di fine anno.

I fattori che hanno aiutato Samsung 

Tra esplosioni e minacce d'arresto, come ha fatto Samsung a sfoderare un trimestre così? Ai risultati, spiega una nota, ha contribuito il rafforzamento del dollaro. Ma il gruppo deve ringraziare soprattutto il settore dei chip di memoria e dei display. Insomma: Samsung ha retto (anzi, è cresciuto) non tanto per smartphone, tv e lavatrici ma per la componentistica (prodotta per sé e per i concorrenti). La divisione mobile ha comunque tenuto botta, grazie al successo del Galaxy S7. Ma sono i semiconduttori a trainare i conti. Nel quarto trimestre, la divisione ha ottenuto un fatturato di 11,8 miliardi e un risultato operativo poco inferiore a 4 miliardi.

Significa che, nel quarto trimestre, display e chip hanno pesato per meno di un terzo sul fatturato ma per oltre la metà del risultato operativo di gruppo. Tradotto: la componentistica oggi non solo pesa sempre di più ma è, soprattutto, il business più profittevole. I rapporti di forza si sono invertiti nel giro di soli due anni: nel 2014 erano l'IT e mobile a valere più del 50%.

Il mercato saturo degli smartphone

Samsung, quindi, può sorridere. Per diverse ragioni, che vanno anche al di là delle cifre crude. Primo: i numeri raccontano di un gruppo che ha retto alla burrasca del Note 7. Secondo: la composizione del bilancio. Mentre una concorrente diretta come Apple dipende da un solo prodotto (l'iPhone) e si affanna a cercare altri business per diversificare, Samsung si sta affrancando dal mercato degli smartphone, sempre più saturo e competitivo. Terzo: essere in equilibrio tra componentistica e mobile significa puntare su un gioco che, quando va male, è a somma zero. Gli smartphone Samsung non vanno come sperato? I primi ad avvantaggiarsene sarebbero i concorrenti. Che aumenterebbero così la domanda di semiconduttori. A vantaggio di Samsung.