Salute: non e' vero che i non vedenti hanno un udito migliore

(AGI) - Milano, 8 lug. - Si sente spesso dire che quando mancala vista l'udito diventa cosi' sorprendente da permettere ainon vedenti di orientarsi nello spazio. Ma questa specie di'sesto senso' sarebbe un falso mito, secondo quanto riportatoda uno studio che sara' presentato per la prima volta alla nonaedizione del Forum di Neuroscienze della Federation of EuropeanNeuroscience Societies (FENS), che si terra' a Milano dal 5 al9 luglio. La ricerca, condotta da Monica Gori, TizianaVercillo, Giulio Sandini, Elena Cocchi e David Burr dellIstituto Italiano di Tecnologia di Genova e dalla sua

(AGI) - Milano, 8 lug. - Si sente spesso dire che quando mancala vista l'udito diventa cosi' sorprendente da permettere ainon vedenti di orientarsi nello spazio. Ma questa specie di'sesto senso' sarebbe un falso mito, secondo quanto riportatoda uno studio che sara' presentato per la prima volta alla nonaedizione del Forum di Neuroscienze della Federation of EuropeanNeuroscience Societies (FENS), che si terra' a Milano dal 5 al9 luglio. La ricerca, condotta da Monica Gori, TizianaVercillo, Giulio Sandini, Elena Cocchi e David Burr dellIstituto Italiano di Tecnologia di Genova e dalla sua equipe incollaborazione con l'istituto David Chiossone di Genova, hacoinvolto bambini con disabilita' visiva dalla nascita. Durantel'esperimento gli scienziati hanno sottoposto i bambini a unaserie di stimoli uditivi complessi, chiedendo loro di stabilireda dove provenisse un determinato suono. "Tutte le misure fattefinora in altri esperimenti consideravano stimoli uditivisingoli, quindi piu' semplici di quelli che siamo abituati asentire nell'ambiente che ci circonda", dice Monica Gori. "Noiper la prima volta abbiamo ricreato una situazione complessa epiu' simile a quella in cui un bambino non vedente e'normalmente immerso ogni giorno". Lo stesso esercizio era statorealizzato qualche mese fa nel corso di un altro esperimentocondotto da Gori e colleghi su un gruppo di adulti con cecita'congenita. I risultati, pubblicati lo scorso febbraio sullarivista Brain, avevano evidenziato una grande difficolta'nell'interpretare gli stimoli uditivi complessi. Oggi, i datiricavati dagli esperimenti sui bambini confermano quanto emersodallo studio sugli adulti: i ciechi non sentono meglio. "Anzi,nelle normali condizioni quotidiane sentirebbero persinopeggio. Persone con disabilita' visiva congenita hanno problemia localizzare la provenienza nello spazio di un suono quandoviene chiesto loro di isolarlo rispetto agli altri suonipercepiti", spiega Gori. Si tratta un risultato cheribalterebbe completamente un dibattito scientifico duratoanni. Ma secondo Monica Gori questa scoperta non e' cosi'controintuitiva. La visione e' una modalita' fondamentale percapire com e' strutturato lo spazio che ci circonda. Bastapensare all'effetto ventriloquo, in cui la voce del mimo vienecatturata dal movimento visivo delle labbra. Tuttavia finoraera emerso che i non vedenti umani avessero capacita' uditivemaggiori dei normodotati. Eppure questo risultato contrasta coni risultati ottenuti negli esperimenti sugli animali: questisuggerivano, infatti, che la mancanza di visione puo'compromette lo sviluppo di mappe spaziali nel collicolosuperiore. I risultati di Gori chiarificano questo dibattito:in assenza di visione e' possibile sviluppare alcune capacita'uditive spaziali semplici che permettono per esempio dilocalizzare un suono nello spazio, come intuire dove si trovauna persona che parla, ma non quelle complesse come capire comesono posizionate o quanto sono distanti tre persone che parlanotra loro. E visto che viviamo in un mondo molto complessoqueste conoscenze sono fondamentali per permettere la nostrainclusione nell'ambiente che ci circonda. (AGI) .