Salute: la genetica per diete personalizzate "proteggi-fegato"

(AGI) - Roma, 26 mag. - Studi di genetica per arrivare a diete personalizzate an...

(AGI) - Roma, 26 mag. - Studi di genetica per arrivare a diete personalizzate anti-calcoli renali e per difendere la salute epatica, ricerche per comprendere quali sono i nutrienti amici, e quali i nemici, di due organi fondamentali per l'organismo umano quali sono reni e fegato. Sono solo alcune delle ricerche, svolte o in cantiere, nell'ambito della nutrizione umana messe in vetrina in occasione della V edizione della "Giornata per la Ricerca" della Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' Cattolica e della Fondazione Policlinico A. Gemelli, che si tiene oggi a Roma.

Le ricerche svolte dall'ateneo romano hanno contribuito a comprendere i meccanismi di progressione del danno epatico e le interazioni tra nutrizione e fisiopatologia del diabete e della sindrome metabolica. "I dati dei nostri studi - ha detto Luca Miele, scienziato del Policlinico Gemelli di Roma - hanno contribuito a comprendere come l'accumulo di grasso nel fegato rappresenti una importante spia dello stato di salute dell'organismo. Abbiamo documentato che il fegato grasso si puo' associare a condizioni apparentemente distanti tra loro, per esempio a una maggiore severita' clinica della psoriasi, alla maggiore frequenza di ovaio policistico nelle donne e a un maggior rischio di eventi cardiovascolari che spesso viene osservato". Gli studi dei ricercatori hanno inoltre dimostrato come gli alimenti possano interagire direttamente con il microbiota intestinale che a sua volta interagisce con il fegato. "Abbiamo documentato - ha detto Miele - che esiste una interazione tra geni e alimenti e che alcune persone, per motivi genetici, hanno una predisposizione al danno epatico. Tali dati ci consentiranno in futuro di ottimizzare i test diagnostici e gli approcci terapeutici al fine di utilizzare in modo appropriato le risorse sanitarie". Per quanto riguarda la calcolosi renale studi epidemiologici, cui ha contribuito anche il i ricercatori dell'ateneo romani, hanno trovato un legame con l'insufficienza renale cronica, l'osteoporosi e persino l'infarto miocardico. La nutrizione ha un ruolo centrale nel proteggere dalla formazione dei calcoli renali, o viceversa nel favorirla.
.