Ricerca: sfida alla Cina, da Catania piattaforma euromediterranea

(AGI) - Catania, 11 dic. - Dare un nuovo impulso alleiniziative gia' in corso nello spazio euromediterraneo di altaformazione e ricerca, per consentire ai Paesi delle due spondedel Mare Nostrum di investire e "produrre" conoscenza einnovazione,lanciando la sfida a Cina e India. Proprio daCatania, dove a meta' dello scorso decennio si tennero ben treconferenze interministeriali che diedero vita ad una rete diiniziative di eccellenza nella ricerca scientifica,coinvolgendo Paesi europei e del Maghreb, viene rilanciatoquest'obiettivo, da sostenere attraverso la sottoscrizione diuna "piattaforma accademica" che sia di supporto ai decisoripolitici. L'occasione

(AGI) - Catania, 11 dic. - Dare un nuovo impulso alleiniziative gia' in corso nello spazio euromediterraneo di altaformazione e ricerca, per consentire ai Paesi delle due spondedel Mare Nostrum di investire e "produrre" conoscenza einnovazione,lanciando la sfida a Cina e India. Proprio daCatania, dove a meta' dello scorso decennio si tennero ben treconferenze interministeriali che diedero vita ad una rete diiniziative di eccellenza nella ricerca scientifica,coinvolgendo Paesi europei e del Maghreb, viene rilanciatoquest'obiettivo, da sostenere attraverso la sottoscrizione diuna "piattaforma accademica" che sia di supporto ai decisoripolitici. L'occasione e' fornita dall'Assemblea deiParlamentari del Mediterraneo (Pam), i cui lavori sonocominciati questa mattina nel complesso fieristico LeCiminiere, grazie alla volonta' organizzativa dell'Universita'di Catania, sottolineata in apertura dal rettore GiacomoPignataro, riunendo intorno allo stesso tavolo parlamentari,funzionari governativi, rappresentanti delle istituzioniaccademiche e di ricerca delle regioni Euro-Mediterranea eAraba, oltre che di esponenti del settore produttivo.Temi di questa 'piattaforma' affari politici, svilupposostenibile (economia, mercato del lavoro, energia, sicurezzaalimentare, infrastrutture e salute), ambiente e cambiamentoclimatico, dialogo inter-culturale ed inter-religioso, turismoe patrimonio culturale, mobilita' di docenti e ricercatori, maanche le strategie verso i flussi migratori. "Non cinascondiamo che diviene sempre piu' difficile - ha detto ilrettore - sia per i singoli Stati nazionali che per la stessaUnione europea sostenere il confronto con 'giganti'dell'economia e della politica come India e Cina, che oltre adessere agevolati dalla crescita demografica e della produzione,investono somme consistenti nella ricerca scientifica enell'istruzione". Su questo fronte le universita' e gli enti diricerca - mettendosi in forte correlazione tra loro - possonogiocare un ruolo strategico e cruciale quale fattore dimobilita' e autentica integrazione interculturale. "Dobbiamopuntare - ha concluso il rettore - sul 'capitale umanointelligente', quale risorsa che sappia operativamente metterea frutto le vocazioni tradizionali e specifiche dei territori,o potenzialita' come il turismo e i beni culturali, ma anchedettare le linee di un modello alternativo di sviluppo suquegli stessi terreni dove e' molto forte la competizione con igiganti asiatici. Senza questo sogno, e' ostico immaginareanche il nostro stesso futuro". Un esempio virtuoso dicollaborazione tra istituzioni, accademia e imprese - ricordatodal rettore agli ospiti esteri -, rimane quello dell'EtnaValley di Catania, dove intorno ad un'azienda che stava vivendoun momento di profonda crisi si e' potuta costruire, grazie adincentivi fiscali e alla valorizzazione del capitale umano, unarealta' in grado di produrre innovazione tecnologica nelsettore della microelettronica, evidentemente distantedall'originaria vocazione dell'area etnea. "Cio' dimostra chepossiamo reggere la competizione globale - ha sottolineatoPignataro - non soltanto sulla base di costi piu' convenienti,ma sulla nostra capacita' di creare innovazione reale". .