Torna il Nokia 3310. E c'è pure Snake

Hmd, che ha ottenuto la licenza del marchio dalla società, rilancia il telefonino best seller di quindici anni fa con funzioni di navigazioni di base.

Torna il Nokia 3310. E c'è pure Snake
Nokia 3310 snake (afp) 

La nostalgia, si sa, è una delle leve principali utilizzate dal marketing. Chi rimpiange i tempi dei vecchi “dumb phone”, quando i telefonini al massimo mandavano sms, potrà riviverli grazie a Nokia. E’ stato infatti presentata oggi al Mobile World Congress di Barcellona una versione “smart” dell’iconico Nokia 3310 che, lanciato nel settembre 2000, vendette 126 milioni di esemplari in tutto il mondo. Oltre a contenere funzioni di navigazione di base (il browser incorporato è Opera, quello sviluppato da Linux) e ospitare le app di Facebook e Whatsapp, il dispositivo include anche una versione aggiornata di Snake, il videogame che teneva incollati allo schermo tante persone prima dell’avvento dell’iPhone

A produrre il dispositivo non è la vecchia Nokia che, uscita sconfitta dalla rivoluzione degli smart phone, si occupa oggi di reti di comunicazione per le aziende, ma un'altra compagnia finlandese, la Hmd, che ha ottenuto dalla società la licenza per utilizzare il marchio. Tra le novità anche un design più snello e moderno, per quanto sempre riconoscibilissimo, una fotocamera da due megapixel, un display da 2,4 pollici, una microscheda SD, un media player e il software Series 30+ prodotto da Nokia. “Credevo che il Nokia 3310 e il nuovo Snake sarebbero stati un cinico sfruttamento economico dei cari vecchi ricordi di gioventù delle persone ma sono lieto di dire che non è così”, scrive Vlad Savov di The Verge, “sia il telefono che il gioco sono stranamente affascinanti, è di sicuro il nuovo prodotto più adorabile che abbia visto al Mobile World Congress”. 

La nicchia di mercato alla quale si rivolge il nuovo 3310 non è composta però da appassionati di retrogaming. Si pensi ai tanti anziani che, mentre i loro nipotini smanettano con l’iPad, stanno ancora prendendo confidenza con il vecchio “dumb phone” rifilatogli dai figli. Il punto forte è la durata della batteria, ovvero quello che tutti rimpiangono della prima generazione di telefoni portatili: 31 giorni in standby e 22 ore di conversazione. Oppure, chissà, potrebbe essere un buon compromesso per chi ancora non possiede uno smart phone, in spregio all’eccessiva complessità della vita ai tempi di internet o per puro spirito di bastian contrario.