Bitmain ha sviluppato nuovi chip per estrarre Ethereum

Gli Antminer E3 arriveranno a giugno. Ma potrebbero non essere accolti bene

Bitmain ha sviluppato nuovi chip per estrarre Ethereum

Bitmain, società cinese specializzata nella produzione di hardware per generare (quel che in gergo si chiama "mining") criptovalute, ha annunciato di aver sviluppato nuovi chip ASIC (Application-specific integrated circuit) progettati apposta per processare le transazioni in Ethereum, la seconda criptovaluta e blockchain per capitalizzazione di mercato dopo Bitcoin‚Äč.

Gli Antminer E3 

L’azienda cinese ha appena pubblicizzato i suoi hardware Antminer E3, ingegnerizzati per minare Ethereum, che saranno venduti a 800 dollari a partire dal prossimo giugno. Un hardware che potrebbe essere più efficiente delle schede video (GPU) attualmente usate per estrarre Ethereum (e altre criptomonete) e che dovrebbe alleviare la pressione sul mercato di queste schede derivata dal successo di Ethereum. Nello stesso tempo potrebbe generare reazioni forti e risentite da parte della comunità attorno a Ethereum, che teme una parabola simile a quella di Bitcoin.

I cambiamenti nelle attività di mining 

Da anni infatti non è più possibile estrarre Bitcoin, la più nota delle criptovalute, con dei PC o delle semplici schede grafiche; oggi il mercato dei “minatori” di bitcoin è dominato da macchine specifiche e costose, e in particolare dai chip ASIC. La stessa Bitmain è il maggior produttore di ASIC per Bitcoin. Uno sviluppo tecnico che ha portato a concentrare le attività di mining in pool, in gruppi che secondo i puristi della filosofia blockchain tradiscono l’idea di decentralizzazione alla base di bitcoin e di altre criptovalute. Ora, con il nuovo hardware, qualcosa di simile potrebbe accadere con Ethereum, anche se, come nota TechCrunch, mancano ancora i dettagli per capire se davvero Antminer E3 renderà obsolete le schede video.

Gli sviluppatori  di Ethereum non sono però favorevoli a questo processo e sfruttando anche alcune differenze tecniche con Bitcoin potrebbero cercare di contrastarlo. Qualcuno ha anche ipotizzato un hard fork (una biforcazione della blockchain per modificarne le regole di funzionamento) in modo da rendere il processo di estrazione resistente ai chip ASIC.

 


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