Ebola: zona a rischio trasmissione piu' ampia previsto

(AGI/AFP) - Parigi, 8 set. - Piu' di 22 milioni di personevivono in zone dell'Africa considerate a rischio per latrasmissione del virus ebola dagli animali agli esseri umani(zoonosi), un'area piu' grande di quanto ritenutoprecedentemente. Nonostante il rischio di zoonosi al momentosia basso, con soli 30 casi conosciuti dal 1976 a oggi,l'ampliamento dell'area dove esistono le condizioni perche'accada, aumenta le possibilita' di epidemie tra esseri umani.E' l'allarme lanciato nel rapporto pubblicato da specialistisul magazine eLife, in cui si sottolinea come l'area a rischioe' "piu' estesa di quanto previsto in precedenza", comprendendo

(AGI/AFP) - Parigi, 8 set. - Piu' di 22 milioni di personevivono in zone dell'Africa considerate a rischio per latrasmissione del virus ebola dagli animali agli esseri umani(zoonosi), un'area piu' grande di quanto ritenutoprecedentemente. Nonostante il rischio di zoonosi al momentosia basso, con soli 30 casi conosciuti dal 1976 a oggi,l'ampliamento dell'area dove esistono le condizioni perche'accada, aumenta le possibilita' di epidemie tra esseri umani.E' l'allarme lanciato nel rapporto pubblicato da specialistisul magazine eLife, in cui si sottolinea come l'area a rischioe' "piu' estesa di quanto previsto in precedenza", comprendendo22 Paesi che vanno dalla Nigeria a nord fino al Mozambico asud. Di questi, in 15 non ci sono mai stati episodi di zoonosi(Angola, Burundi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Etiopia,Ghana, Liberia, Madagascar, Malawi, Mozambico, Nigeria, Ruanda,Sierra Leone, Tanzania e Togo) mentre in altri 7(Congo-Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo, Gabon,Guinea, Costa d'Avorio, Sud Sudan e Uganda) sono statiregistrati casi di trasmissione da animali a uomini."Abbiamo mostrato che la popolazione umana che vi vive e'maggiore, piu' mobile e maggiormente connessa a livellointernazionale rispetto a quando venne osservato per la primavolta l'agente patogeno" nell'allora Zaire nel 1976, hannoaffermato gli esperti. Ne risulta che, quando avviene latrasmissione scatenante, "le probabilita' di diffusione tra lapopolazione umana e' maggiore, in particolare nelle aree coninfrastrutture sanitarie scarse". Nel rapporto si affermainoltre che, dal 2000, le epidemie di ebola sembrano essereaumentate "in maniera sostanziale". Una situazione che potrebbeessere ricondotta al fatto che la gente si spinge piu' inprofondita' nelle foreste remote dove vivono gli animaliportatori del virus. A questo, si aggiunge anche un'esplosionenella popolazione urbana e nei viaggi. L'attuale epidemia diebola in Africa occidentale ha gia' provocato la morte di oltre2mila persone su quasi 4mila casi, secondo i dati piu' recentidiffusi dall'Organizzazione mondiale della sanita'. (AGI).