L'intelligenza artificiale scriverà anche note di analisi finanziaria

L'idea di Commerzbank. L'applicazione sarà però limitata ai rapporti sui bilanci delle aziende

L'intelligenza artificiale scriverà anche note di analisi finanziaria
KTSDESIGN/SPL 
Intelligenza artificiale (Agf) 

Analisti di banca, tremate, l'automazione minaccia anche il vostro posto di lavoro. Commerzbank, che lo scorso anno ha annunciato il taglio di 9.600 posti di lavoro, intende infatti rimpiazzare con algoritmi alcuni dei ricercatori silurati, minacciando - in prospettiva - anche il futuro di chi ha conservato l'incarico. A raccontarlo è il Financial Times, dove leggiamo che la seconda banca tedesca avrebbe siglato una partnership con Retresco, una compagnia che si occupa di produzione automatica di contenuti attraverso l'intelligenza artificiale, per studiare la possibilità di incaricare le macchine di stendere rapporti di analisi.

C'è già un precedente. Nel giornalismo

Sia chiaro, non si sta chiedendo all'intelligenza artificiale di scrivere quelle lunghe note di analisi per i quali i clienti pagano profumatamente le banche d'affari. Come sempre avviene con l'automazione, l'obiettivo è togliere agli umani i compiti più meccanici e ripetitivi, in questo caso la stesura di note sui bilanci delle aziende. Non si tratterebbe di una novità: ci sono già testate giornalistiche che ricorrono ai computer per elaborare i lanci sulle trimestrali, in modo da poter diffondere i dati in maniera più rapida. 

Si tratta di una scommessa promettente perché "i rapporti di ricerca che valutano i bilanci trimestrali sono strutturati in maniere simili", ha spiegato alla testata britannica Michael Spitz, capo dell'area ricerca e sviluppo di Commerzbank. La tecnologia sarebbe già così avanzata, prosegue il Financial Times, "da fornire circa il 75% di quello che un analista umano scriverebbe in un rapporto a caldo su un bilancio trimestrale". Ma per prodotti di maggiore complessità la strada è ancora molto lunga, spiega Spitz: "Se si tratta di fattispecie più astratte, credo che non siamo ancora, e forse non saremo mai, in grado di rimpiazzare la qualità assicurata da un ricercatore umano".​



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