Cinque cose da fare per superare dieci anni di digital divide

L'analisi dell'amministratore delegato di EY Donato Iacovone: "L'Italia ha grandi ritardi, ma anche grandi opportunità"

Cinque cose da fare per superare dieci anni di digital divide

"L'Italia sta vivendo un momento storico. Nel 2017 non ha più senso parlare di digitale come se fosse una nuova tecnologia. Oggi il digitale è tutto. Ed è trasversale a tutti i settori dell'industria, anche quelli che possono sembrare più lontani. Oggi dobbiamo capire e spiegare alle imprese come il digitale possa trasformarsi per loro in business". L'amministratore delegato di EY Donato Iacovone fotografa così la presentazione del Libro Bianco sui 10 anni di digital divide in Italia. Un'analisi che il network mondiale per i servizi professionali ha condotto per individuare come in Italia si è sviluppato il mercato della banda larga e tracciare alcune azioni necessarie per far crescer l'uso della banda ultra larga nel nostro Paese.

Grandi opportunità

"L'Italia ha grandi ritardi, ma anche grandi opportunità. Abbiamo le fabbriche, le competenze, ma quello che l'Italia produceva ha sempre dovuto attendere l'intermediazione di altre nazioni per la commercializzazione dei propri prodotti", ha spiegato Iacovone. "Oggi il digitale rompe quella mediazione. Pensate a quello che fanno giovani imprese, startup come Lanieri, che hanno dato la possibilità ai piccoli lanifici artigianali di commercializzare i propri prodotti direttamente in rete e fatti su misura per i clienti, contribuendo ad aumentarne il fatturato. Solo uno dei mille esempi che raccontano il potenziale del digitale per il nostro tessuto imprenditoriale".

Salto avanti nella banda ultra-larga

"La lettura dei 10 anni di digital divide e delle prime fasi del passaggio alla banda ultra larga" evidenziano "uno scenario con molti aspetti positivi, che in un anno o poco più ha realizzato un salto in avanti nella copertura del territorio e nell'adozione di servizi a banda ultra larga ben superiore rispetto a quanto avvenuto per la banda larga in un periodo molto più lungo".

Cinque cose da fare subito

Il rapporto di EY evidenzia alcune priorità:

  • Allargare l'ecosistema della banda ultra larga, coinvolgendo nuovi attori
  • Definire nuove regole di ingaggio tra soggetti di natura diversa e modalità più snelle per gli interventi infrastrutturali
  • Sviluppare un nuovo marketing dell'offerta per la banda ultra larga, che ne valorizzi il valore per gli utenti
  • Valorizzare il contesto locale, come motore dello sviluppo infrastrutturale soprattutto nelle aree produttive
  • Stimolare la trasformazione digitale degli utenti, come presupposto dello sviluppo della domanda di banda ultra larga.

In 4 anni copertura per l'80% del Paese

Buone notizie, con una crescita costante della diffusione della banda ultra larga che in 4 anni potrebbe arrivare a coprire l'80 per cento del territorio nazionale. Arrivare alla situazione attuale, spiega il rapporto, è stato possibile grazie ai 2,6 miliardi di fondi pubblici per la banda ultra larga, a cui si sommano investimenti ancora più importanti da parte di alcuni operatori privati sono uno sforzo per lo sviluppo del digitale senza precedenti in Italia.

Raggiunta la massa critica

Dall'analisi di EY si stima che nel primo trimestre del 2017 banda ultra larga di rete fissa, mobile e wireless abbiano raggiunto il 63, 99 e 67 per cento del territorio italiano. La massa critica quindi è stata raggiunta. Manca ancora un impegno forte sui territori. Le società che dispongono le infrastrutture utili allo sviluppo della banda ultra larga (gas e elettricità in primis) pur a conoscenza della normativa che chiede loro di mettere le reti a disposizione degli operatori, hanno detto che in pochi casi sono state contattate dalle società per cercare un accordo, e solo in un caso l'accordo si è raggiunto. La banda ultra larga, suggerisce EY, è uno strumento in grado di dare grande valore al territorio e alle imprese che ci lavorano: "Anche le case hanno un prezzo maggiore al metro quadro con la banda ultra larga" argomenta Mastrapasqua. "La lettura dei 10 anni di digital divide e delle prime fasi del passaggio alla banda ultra larga evidenziano quindi uno scenario con molti aspetti positivi, che in un anno o poco più ha realizzato un salto in avanti nella copertura del territorio e nell'adozione di servizi a banda ultra larga ben superiore rispetto a quanto avvenuto per la banda larga in un periodo molto più lungo".