Censis: tv domina ancora pubblicita'; e-commerce 2014 sale +17%

(AGI) - Roma, 5 dic. - Nei primi sei mesi del 2014 si evidenziaun calo degli investimenti pubblicitari del 2,4%. Latelevisione ha beneficiato dell'effetto della Coppa del mondodi calcio segnando un +1,3% rispetto allo stesso periododell'anno precedente; la carta stampata registra una flessionedell'11%, la radio del 2,9% e internet, dopo la galoppata a duecifre conosciuta fino al 2012, ha subito una battuta d'arresto(+0,1%). Lo dice il Censis nel suo 48ˆ Rapporto annualesulla situazione sociale del Paese.Il Censis segnalando che il primo capitolo della transizionedella pubblicita' degli ultimi anni e' costituito

(AGI) - Roma, 5 dic. - Nei primi sei mesi del 2014 si evidenziaun calo degli investimenti pubblicitari del 2,4%. Latelevisione ha beneficiato dell'effetto della Coppa del mondodi calcio segnando un +1,3% rispetto allo stesso periododell'anno precedente; la carta stampata registra una flessionedell'11%, la radio del 2,9% e internet, dopo la galoppata a duecifre conosciuta fino al 2012, ha subito una battuta d'arresto(+0,1%). Lo dice il Censis nel suo 48ˆ Rapporto annualesulla situazione sociale del Paese.Il Censis segnalando che il primo capitolo della transizionedella pubblicita' degli ultimi anni e' costituito dalladiffusione di nuove modalita' di fruizione: ha fatto il suoingresso in scena la pubblicita' on demand, "fai da te",autogestita dall'utente-consumatore del web 2.0. Il secondocapitolo e' invece consistito nel passaggio dalla tradizionalereclame delle aziende alla web reputation attraverso lacostruzione di una immagine aziendale 2.0. Oggi si puo' parlaredi un terzo capitolo di questa transizione: la continuita' traonline advertising e e-commerce. La televisione si conferma ilmezzo dominante, riuscendo a convogliare piu' della meta' dellerisorse spese annualmente dalle aziende per l'informazionecommerciale. I quotidiani invece assorbono una fetta di mercatopari al 12,7% contro il 7,6% della stampa periodica; internetsi attesta al 7,3% del totale. Nel commercio elettronicol'Europa registra un giro d'affari pari a 350 miliardi di euronel 2013, dimostrando cosi' una buona vitalita'. I Paesi con ilmaggiore sviluppo sono il Regno Unito, con un valore di 107miliardi di euro, la Francia, che puo' contare su un mercato divendite che pesa 51 miliardi di euro, e la Germania, con 50miliardi di euro derivanti dall'e-commerce. L'Italia, seppurelontana da queste cifre, secondo le stime chiudera' il 2014 conpiu' di 13 miliardi di euro e una crescita del 17% rispettoall'anno precedente. In Italia la percentuale di consumatorielettronici si attesta al 29% con riferimento a un negozioonline domestico e l'11% ha scelto un rivenditore presente inun altro Paese dell'Unione europea. Lo stesso vale anche per itre big spender dell'Ue: nel Regno Unito il 66% dei consumatoriha premiato un sito inglese, contro un 20% di compereregistrate sul server di un altro Paese europeo. Il 59% deitedeschi compra da siti web nazionali, contro il 13% che haeffettuato shopping da portali esteri. Non dissimile lasituazione in Francia, dove il 51% dei consumatori e' clientedi una realta' online di casa propria, a fronte di un 19% chefa shopping oltreconfine. .