Banda larga, via libera Ue a piano Italia da 4 miliardi

Per Commissione non distorce concorrenza programma per portarla a 85% popolazione e a tutti edifici pubblici 

Banda larga, via libera Ue a piano Italia da 4 miliardi
 Ragazzi internet computer (Agf)

Roma - Via libera della Commissione europea al piano nazionale italiano da circa 4 miliardi di euro per la banda larga ad alta velocità. L'esecutivo comunitario in una nota ha fatto sapere che il piano messo a punto dal governo per le cosiddette aree a fallimento di mercato "è in linea con le normative dell'Unione europea" sugli aiuti di Stato e non e' distorsivo della concorrenza. Il piano, secondo la commissaria Ue Margrethe Vestager, consentira' a cittadini e imprese di usare internet in maniera piu' veloce, "aiutera' l'Italia a costruire le necessarie infrastrutture e contribuira' alla creazione di un mercato unico digitale nell'Unione Europea".

Il piano entro il 2022 porterà anche nelle aree a fallimento di mercato (dove coè si ritiene che un mero libero mercato non potrebbe rispondere del tutto all'interesse pubblico)  l'accesso a internet con connettività fino a 100 Mb, senza falsare indebitamente la concorrenza. In linea con gli obiettivi del mercato unico digitale, ha osservato la Commissione in una nota, "la strategia italiana per la banda ultralarga mira ad aumentare la copertura della banda larga ad alta velocità, contribuendo così al raggiungimento dell'obiettivo nazionale di estenderla all'85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole e ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps".

Lo Stato italiano finanziera' completamente la nuova infrastruttura, che restera' di proprieta' pubblica, mentre un concessionario sara' selezionato per la gestione della rete. La Commissione, prosegue la nota di Bruxelles, ha valutato la misura ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, in particolare sulle linee guida del 2013 per le reti a banda larga che hanno lo scopo di assicurare che il finanziamento pubblico non si sostituisca agli investimenti privati. Norme, secondo la Commissione, che puntano ad assicurare "che altri prestatori di servizi possano utilizzare l'infrastruttura finanziata pubblicamente su base non discriminatoria. Cio' protegge la concorrenza effettiva, un fattore essenziale per gli investimenti e prezzi e qualita' migliori ai consumatori e imprese". Secondo la Ue, il piano italiano "comportera' la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati. Il sostegno sara' garantito solo per le aree in cui attualmente non esiste alcun accesso alle reti di nuova generazione, ovvero le reti che possono garantire velocita' superiori a 30 Mbps, o in cui non ne e' prevista la realizzazione nei prossimi tre anni, (le cosiddette 'aree bianche'). Per identificare tali aree, l'Italia ha effettuato una mappatura dettagliata e una consultazione pubblica". Il progetto dell'Italia e' accompagnato da un piano di valutazione da parte della Ue, il cui risultato sara' sottoposto alla Commissione da giugno del 2022.  (AGI)