Ambiente: Gabrielli a conferenza Onu, risorse prevenzione disastri

(AGI) - Sendai (Giappone), 16 mar. - "E' estremamenteimportante definire politiche che mirino a includere leautorita' locali e le comunita' nel complesso ciclo dellagestione dei rischi, promuovendo l'impegno e la leadership deisingoli territori. Per questo, crediamo che pianificare pertempo, a livello nazionale, strategie per la riduzione deirischi da disastri sia la strada vincente da percorrere.Ovviamente, per essere efficaci, queste strategie devono esseresupportate attraverso l'implementazione delle politiche digoverno a ogni livello e da una disponibilita' costante eadeguata di risorse". Cosi' il capo del Dipartimento dellaProtezione Civile, Franco Gabrielli, nel corso

(AGI) - Sendai (Giappone), 16 mar. - "E' estremamenteimportante definire politiche che mirino a includere leautorita' locali e le comunita' nel complesso ciclo dellagestione dei rischi, promuovendo l'impegno e la leadership deisingoli territori. Per questo, crediamo che pianificare pertempo, a livello nazionale, strategie per la riduzione deirischi da disastri sia la strada vincente da percorrere.Ovviamente, per essere efficaci, queste strategie devono esseresupportate attraverso l'implementazione delle politiche digoverno a ogni livello e da una disponibilita' costante eadeguata di risorse". Cosi' il capo del Dipartimento dellaProtezione Civile, Franco Gabrielli, nel corso dei lavori dellaterza Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzionedel rischio da disastri, in corso in questi giorni in Giappone,a Sendai. Obiettivo del meeting mondiale - che si concludera'mercoledi' 18 e al quale stanno partecipando rappresentanti diStati, organizzazioni non governative, della comunita'scientifica e del settore privato - e' completare lavalutazione e la revisione del piano decennale (2005-2015)Hyogo Framework for Action e adottare, a livello globale, lamigliore strategia possibile per raggiungere, nei prossimiquindici anni, risultati concreti in materia di svilupposostenibile e incremento delle capacita' di resilienza deiterritori esposti ai rischi. Il prefetto Gabrielli ha presoparte, tra l'altro, ai lavori delle sessioni ministeriali'Governare il rischio da disastri: le sfide da affrontare' e'Riduzione dei rischi di disastri nei contesti urbani'. Per ilcpao della Protezioen civile italiana, "anche sulla base dellepiu' recenti emergenze che abbiamo avuto in Italia, e' chiarocome gli sforzi e le difficolta' che si affrontano gia' oggi,soprattutto a livello locale, aumenteranno in futuro se non siinveste adeguatamente e in modo coerente in tutte le fasi delciclo di protezione civile, dalla previsione e prevenzione allagestione dell'emergenza. E' chiaro come il concetto diresilienza nei contesti urbani debba entrare sempre piu' nelleagende dei governanti e nella cultura quotidiana dei cittadini:dobbiamo investire, con pazienza, in strategie che permettanodi diffondere e radicare nelle comunita' una matura culturadella prevenzione, recuperando la memoria del passato, deidisastri, per far crescere la consapevolezza dei rischiesistenti sui territori, soprattutto tra i piu' giovani". Secondo i recenti rapporti prodotti dall'ufficio dell'Onuper la riduzione del rischio (UNISDR, United Nations Office forDisaster Risk Reduction), anche negli ultimi dieci anni lafrequenza e gli effetti delle catastrofi e delle emergenze sonodecisamente cresciuti, con costi derivati che raggiungono ormaila cifra di circa 300 miliardi di dollari l'anno. E' in questocontesto che assumono sempre maggiore importanza le attivita'di prevenzione, pianificazione e preparazione, al fine diridurre la portata delle catastrofi e renderne piu' efficientela gestione. Gia' nei giorni scorsi Gabrielli avevasottolineato che in materia di politiche di riduzione deidisastri "non ci sono modelli unici che possano andare bene pertutti gli Stati. Ogni Paese deve adottare le strategie miglioriin base alle proprie priorita' e necessita', ma fondamentale e'una forte e comune strategia di intervento prospettico per lariduzione dei rischi a livello globale. Dobbiamo convintamentelavorare sul piano della preparazione e della pianificazione,incrementando le politiche di educazione e informazione rivolteai cittadini, affinche' cresca quanto piu' possibile laconsapevolezza della singola persona: in protezione civile,infatti, l'azione corretta che ognuno di noi puo' mettere incampo si rivela spesso determinante per la gestione complessivadegli eventi calamitosi". (AGI) Vic .