Ma alla fine le Ong incentivano o no le partenze di migranti?

Abbiamo verificato le dichiarazioni di Luigi di Maio alla luce degli ultimi dati di Frontex

Ma alla fine le Ong incentivano o no le partenze di migranti?

 

Lo scorso 17 agosto Luigi Di Maio, deputato del M5S, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Due giorni fa Frontex ha stimato a luglio un calo degli sbarchi in Italia pari al 57%, a dimostrazione del fatto che la controversa attività di alcune Ong costituiva, come ho sempre sostenuto, un pull factor (ovvero un fattore di attrazione) verso il nostro Paese”.

Si tratta di un’affermazione che, partendo da un dato corretto, arriva a conclusioni sbagliate.

Il dato di Frontex

Il dato citato da Di Maio è corretto. Nel documento sui flussi migratori di luglio Frontex, l’agenzia dell’Unione europea incaricata del controllo delle frontiere esterne, scrive: “A luglio, il numero di migranti arrivati in Italia attraverso la rota del Mediterraneo Centrale è diminuito del 57% rispetto al mese precedente, arrivando a un totale di 10.160, il livello più basso per il mese di luglio dal 2014. Dopo il rallentamento del mese scorso, il totale degli arrivi nei primi sette mesi di quest’anno è di 93.900, più o meno in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente”.

Le ragioni del calo

Cosa dice Frontex

Lo stesso documento di Frontex, citato da Di Maio, prosegue, “diversi fattori hanno contribuito al significativo calo delle attività sulla rotta del Mediterraneo Centrale nelle ultime settimane, incluse le peggiori condizioni del mare nella prima metà di luglio. Scontri vicino a Sabratah, un’area chiave per le partenze in Libia, hanno a loro volta influito sulle attività di traffico degli esseri umani. In aggiunta, l’accresciuta presenza della Guardia Costiera Libica ha scoraggiato i trafficanti dal far partire barche cariche di migranti”.

Dunque Frontex non cita nemmeno un eventuale ruolo delle Ong.

Ma alla fine le Ong incentivano o no le partenze di migranti?
 Migranti

Il calendario che non torna

A qualificare come scorretta l’affermazione di Di Maio non c’è solo il testo di quanto scrive l’agenzia dell’Unione europea, ma anche il calendario.

Durante il mese di luglio infatti le navi delle Organizzazioni non governative hanno continuato ad operare regolarmente nel Mediterraneo. Il codice di condotta per le Ong redatto dal Viminale è infatti entrato in vigore il 31 luglio, quando il calo del 57% nell’arrivo dei migranti era già acquisito.

Solo a partire da allora, per via prima del codice e poi – da metà agosto circa - dell’atteggiamento ritenuto potenzialmente pericoloso per il proprio personale da parte della Guardia Costiera Libica, le Ong hanno rallentato e in alcuni casi sospeso le proprie operazioni.

Il parere dell’esperto

Infine, contro la tesi secondo cui le Ong avrebbero fatto da pull factor per gli sbarchi, si può citare quanto affermato nel corso di un’audizione parlamentare dello scorso 3 maggio dal Contrammiraglio Nicola Carlone, Capo del III reparto Piani e Operazioni del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia costiera.

Afferma Carlone: “Tengo a precisare comunque che la presenza delle Ong non comporta quello che viene detto un fattore di attrazione, spesso non dà impulso alle partenze. In questi giorni abbiamo un tempo abbastanza tranquillo, ci sono diverse unità mercantili, Ong, militari, e non sta succedendo niente. In altri anni abbiamo avuto fenomeni simili, quindi il fenomeno è governato esclusivamente a terra, secondo modalità decise dalle organizzazioni criminali”.

Alla domanda precisa della presidente della Commissione di controllo sull’immigrazione, Laura Ravetto (FI), “Lei sta dicendo che secondo la sua esperienza le Ong presenti non sono un pull factor e quindi non sono un incentivo alla tratta e quindi allo scafismo?”, Carlone risponde – riassumendo – che quel tratto di mare è da sempre trafficato, ci sono “piattaforme di perforazione con delle unità di supporto che spesso siamo chiamati ad impiegare”, mercantili e via dicendo. “Quindi il fenomeno è dettato da una situazione che è quella della presenza di unità di qualsiasi genere nello scenario”. Non ci sarebbe insomma nessun particolare effetto per via della presenza delle Ong.

Conclusione

La tesi di Di Maio secondo cui “la controversa attività di alcune Ong” costituirebbe un pull factor verso l’Italia, e ciò sarebbe dimostrato dal calo degli arrivi a luglio, è priva di fondamento.

Non viene presa nemmeno in considerazione da Frontex per spiegare il calo dei migranti del mese scorso, viene esplicitamente scartata a livello teorico da un esperto – oltretutto coinvolto direttamente nella gestione del fenomeno - come il Contrammiraglio Carlone e, considerato il delta temporale tra l’inizio del calo negli arrivi e la riduzione delle attività delle Ong, non è compatibile col calendario.

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