Meloni, Raggi e la spesa sociale per immigrati e rom. Come stanno le cose

La presidente di Fratelli d'Italia ha scritto su Facebook che soltanto il 30% di stanziamenti del Campidoglio sul sociale è destinata a disabili, anziani e poveri. Abbiamo verificato

Meloni, Raggi e la spesa sociale per immigrati e rom. Come stanno le cose

Lo scorso 23 ottobre la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha scritto su Facebook: “Ad oggi su 220 milioni di euro totali stanziati dal Campidoglio ben il 70% è destinato a immigrati e rom e solo il 30% agli italiani anziani, disabili e poveri”.

Nel video allegato al post Meloni specifica meglio il calcolo fatto: su un totale di 220 milioni di euro che il comune di Roma spende per i servizi sociali, 140 milioni vengono spesi per immigrati richiedenti asilo, tra quelli che partecipano allo SPRAR (il Sistema si protezione richiedenti asilo e rifugiati) e quelli che sono in via di definizione, e 21 milioni per i Rom.

Per “tutti gli altri” – disabili, poveri, anziani italiani – il comune spende, sempre secondo il presidente di Fdi, 50 milioni (in realtà, sottraendo dal totale di 220 i 161 citati, risulterebbero 59 milioni). In percentuale è il 26,8%, anche meno del 30% citato dalla Meloni.

Il calcolo di Santori

Il calcolo originale a cui si appoggia Meloni è in realtà stato fatto dal consigliere regionale di Fdi, Fabrizio Santori. In base a quanto riporta Il Tempo, secondo Santori “fra luglio 2016 e agosto 2017, la Raggi ha impegnato oltre 235 milioni di euro [per le politiche sociali]. Di questi, quasi 150 milioni vanno a finanziare l'accoglienza dei migranti […]. Più di 20 milioni e spicci per i rom. Totale 170 milioni di euro. Le altre voci, disabili, famiglie povere, anziani in difficoltà, raggranellano in tutto 63 milioni di euro”.

Per arrivare a queste cifre, spiega ancora Santori, “abbiamo fatto una scrematura di tutti i dati riportati nel sito istituzionale del Campidoglio, togliendo le voci ‘ereditate’ dalle precedenti amministrazioni”.

Da noi contattato, Santori ha specificato ancora più nel dettaglio l’operazione svolta.

Nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito del comune di Roma sono stati ricercati tutti i provvedimenti dei dirigenti della sezione “politiche sociali” emessi tra luglio 2016 e agosto 2017. Qui è consultabile l’elenco completo per il 2016 e quello aggiornato per il 2017.

Sono quindi state sottratte le “liquidazioni”, cioè stanziamenti economici per provvedimenti che già erano stati emessi in precedenza, e presi in considerazione solo gli “impegni” e gli affidamenti diretti. Il totale risultante corrisponde a 235,637 milioni di euro circa e la ripartizione è quella citata da Santori.

Più precisamente sono 149,644 milioni per migranti (il 63,5% del totale), 20,715 milioni per i rom (8,8% del totale) e 65,278 milioni per disabilità, inserimento detenuti e altri impegni (27,7%).

Le criticità

Il calcolo è corretto, ma bisogna precisare meglio di quali cifre stiamo parlando.

Nel conto di Fdi sono considerate solo le spese "nuove" e non proroghe, prolungamenti e liquidazioni di spese già disposte in passato.

Se un capitolo di spesa è già sufficientemente finanziato dai provvedimenti degli anni precedenti, si può comprendere la scelta di destinargli proporzionalmente meno risorse, e viceversa. Il quadro che risulta è dunque parziale: quelli citati non sono tutti i soldi che il Comune di Roma spende per le politiche sociali.

Anche al netto di questa considerazione ci sono, come riconosce lo stesso Santori, delle discrepanze tra i totali che risultano facendo le somme delle spese per i singoli provvedimenti presenti nell’elenco e quelli che compaiono nei bilanci del comune di Roma.

Questo può dipendere sia da variazioni di bilancio in corso d’attività, sia dal fatto che non tutti i provvedimenti dirigenziali emessi vengono in effetti tempestivamente inseriti nella sezione dedicata del sito.

Infine bisogna notare che, come di nuovo come spiegato da Santori, non è stata presa in considerazione la fonte dei fondi che il Comune di Roma ha stanziato di volta in volta.

Ad esempio, le spese per i rom potrebbero essere finanziate da fondi europei, e non c’è dunque certezza che si tratti di una libera scelta del Campidoglio quella di destinargli determinate cifre, e altre voci potrebbero essere finanziate dallo Stato.

Il bilancio di Roma

Per avere un quadro più completo possiamo consultare quindi il bilancio del comune di Roma.

Nel bilancio di previsione 2017-2019, la “Missione 12” raccoglie le spese per diritti sociali, politiche sociali e famiglie. Il totale di risorse stanziate per il 2016 ammonta a 775.912.857,92 (col criterio di cassa, con quello di competenza si sale a 1.058.165.436,54 euro). Un totale più che triplo rispetto a quello di cui parla Fdi.

Questi sono poi divisi tra spese per minori, infanzia e asili nido (332,8 milioni), disabilità (105,8 milioni); anziani (57,4 milioni), esclusione sociale (204,2 milioni), famiglia (16,4 milioni), diritto alla casa (59,9 milioni) e servizi necroscopi e cimiteriali (15,7 milioni).

Come si vede, non è qui possibile distinguere tra quali fondi vadano ai migranti o ai rom, e quali agli italiani. Con la precisazione fondamentale che circa la metà dei rom sono cittadini italiani.

Conclusione

Giorgia Meloni cita con qualche imprecisione un calcolo matematico, quello di Santori, che è corretto. Si possono fare alcune critiche sul metodo: in particolare, usa un criterio (guardare solo agli stanziamenti nuovi) che non dà un quadro complessivo della spesa del comune per i servizi sociali.

Inoltre è probabile che i dati presi in considerazione siano incompleti, e non si distinguono i vari stanziamenti in base alla fonte da cui provengono i fondi impegnati.

È vero, come scrive la Meloni, che tali fondi siano “stanziati” dal Comune, ma se sono fondi vincolati la responsabilità politica è a monte, dello Stato o dell’Unione europea.

https://www.sharethefacts.co/share/31d798d8-7f83-49fb-a794-b70e9355473b

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