Le 9 promesse fatte sulla Brexit che non saranno mantenute

Il capo negoziatore del governo britannico, David Davis, e la stessa premier, Theresa May, si sono lanciati in impegni difficili da onorare. Un fact-checking del Guardian

Le 9 promesse fatte sulla Brexit che non saranno mantenute
Alberto Pezzali / NurPhoto 
 Una manifestazione contro la Brexit nel gennaio del 2018

Quella dei 350 milioni di sterline 'recuperati' per il servizio sanitario nazionale non è l'unica promessa a vuoto fatta per la Brexit. Anche dopo la vittoria degli antieuropeisti nel referendum del giugno 2016, si erano susseguite le promesse di accordi commerciali rapidi e facili con l'Ue e il resto del mondo; la fine della giurisdizione della Corte di giustizia europea e della libera circolazione e il recupero del controllo britannico della pesca nel Mare del Nord. Niente di tutto ciò è accaduto. Ecco 9 promesse che, secondo il fact-checking del Guardian, non potranno essere mantenute. 

1 - Non ci saranno aspetti negativi della Brexit, solo un notevole vantaggio (David Davis, 10 ottobre 2016)

David Davis ora dice: "Nessuno ha mai preteso che fosse facile. Ho sempre detto che questo negoziato sarà duro, complesso e talvolta conflittuale "

2 - Non siamo davvero interessati ad un accordo di transizione, ma considereremo di essere gentili con l'UE (David Davis, 15 novembre 2016)

Il Regno Unito dovrà rispettare tutte le norme e i regolamenti dell'UE, compresi quelli concordati dagli stati membri durante la transizione di 21 mesi

3 - Riteniamo di poter ottenere un accordo di libero scambio e dogana prima del marzo 2019 (David Davis, 18 gennaio 2017).

Molte capitali europee ritengono che anche il periodo di transizione di 21 mesi non sarà abbastanza lungo per concludere un accordo di libero scambio globale e dovrà essere esteso.

4 - Poiché non saremo più membri del mercato unico, non saremo tenuti a versare ingenti somme nel bilancio dell'UE

Il Regno Unito ha dichiarato all'Ue nel novembre 2017 di essere pronto a onorare la propria quota di tutti gli impegni finanziari assunti mentre era un membro del blocco, stimato tra i 40 e i 45 miliardi di euro, durante il periodo di transizione. Da allora è diventato chiaro che i pagamenti continueranno fino al 2064 circa e indefinitamente se il Regno Unito vorrà continuare a far parte delle agenzie e dei programmi dell'Ue.

5 - Entro due anni, prima che i negoziati con l'Ue possano essere completi possiamo negoziare un'area di libero scambio enormemente più grande dell'Unione europea. I nuovi accordi commerciali entreranno in vigore al momento dell'uscita, ma saranno completamente negoziati (David Davis, 14 luglio 2016)

La Gran Bretagna ha ottenuto il diritto di negoziare accordi con Paesi terzi durante il periodo di transizione (non prima) che comunque non potranno essere implementati fino a dopo il 2020

6 - Sono fiducioso che utilizzando la tecnologia più aggiornata, possiamo ottenere un confine non visibile operativo tra Irlanda del Nord e Irlanda (David Davis, 5 settembre 2017)

Theresa May ora ammette che gli accordi doganali sono difficili e richiederanno tempo.

7 - La libera circolazione terminerà a marzo 2019 (portavoce del governo, 31 luglio 2017)

Anche questo impegno è stato abbandonato durante i negoziati. I cittadini dell'UE che arrivano in Gran Bretagna prima della fine del periodo di transizione saranno trattati come prima.

8 - L'autorità del diritto comunitario in questo Paese è finita per sempre. Non ci stiamo lasciando solo per tornare sotto alla giurisdizione della Corte di giustizia. Questo non accadrà (Theresa May, 5 maggio 2016)

La Corte di Giustizia avrà piena giurisdizione durante il periodo di transizione e l'interpretazione della Corte di giustizia su leggi rilevanti che riguardano i diritti civili sarà probabilmente mantenuta in seguito

9 - Il Regno Unito riprenderà il controllo sulle nostre norme di gestione della pesca e l'accesso alle nostre acque (Theresa May, 3 marzo 2017)

L'Ue continuerà ad avere accesso alle acque di pesca del Regno Unito durante tutto il periodo di transizione e anche in seguito ha chiesto l'accesso reciproco come condizione per qualsiasi futuro accordo commerciale



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