Perché c’è un allarme morbillo in Europa e qual è la situazione in Italia

L'eliminazione di questa malattia è in rallentamento. Quali sono i dati che giustificano quest'attenzione? E nel nostro Paese come siamo messi? Abbiamo risposto a queste domande

allarme morbillo ue italia
KATERYNA KON / SCIENCE PHOTO LIBRA / KKO / SCIENCE PHOTO LIBRARY

Il 29 agosto, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso una nota intitolata "la regione europea perde terreno nell’eliminazione del morbillo", in cui vengono riportati due dati preoccupanti, uno relativo al 2018 e uno al 2019.

Perché la situazione è in peggioramento? E qual è la situazione in Italia? Andiamo a vedere i dettagli.

Aumentano i Paesi in cui il morbillo non è debellato

Su 53 Stati che fanno parte della “regione europea” che cita l’Oms, nel 2018 quattro di loro (Regno Unito, Grecia, Repubblica Ceca e Albania) hanno perso lo status di Paesi in cui il morbillo è stato debellato. Si considera debellata la trasmissione endemica del morbillo non in assenza totale di casi, ma quando non si sono verificate trasmissioni a catena del virus del morbillo, all’interno del Paese preso in considerazione, per tre anni di fila.

Due Stati (Svizzera e Austria) hanno invece ottenuto lo status di Paesi in cui il morbillo è stato debellato, non avendo avuto trasmissioni endemiche negli ultimi 36 mesi.

Nella classificazione dell’Oms ci sono poi due categorie intermedie: quella degli Stati che non hanno avuto trasmissioni endemiche negli ultimi 12 mesi e quella degli Stati che non ne hanno avute negli ultimi 24 mesi.

Come si vede nel grafico, nel 2017 la situazione complessiva era di 37 Paesi su 53 in cui il morbillo è stato debellato, 5 in cui non si sono verificate trasmissioni endemiche negli ultimi 24 mesi, uno in cui non se ne sono verificate negli ultimi 12 mesi e 10 in cui invece si registrano trasmissioni endemiche.

Nel 2018, invece, la situazione è cambiata così: gli Stati in cui il virus del morbillo si considera debellato sono 35, in uno non si registrano casi negli ultimi 24 mesi e in uno negli ultimi 12 mesi. Sono invece saliti a 16 i Paesi in cui ci sono state trasmissioni endemiche.

Aumentano i casi di morbillo nel 2019

La seconda notizia allarmante diffusa dall’Oms nella sua nota di agosto è che «l’aumento registrato nel 2018 è proseguito nel 2019, con circa 90 mila casi riportati nella prima metà dell’anno. Questo numero è già superiore a quello registrato per l’intero 2018 (84.462 casi)».

Andando a vedere i dettagli, vediamo che la maggioranza di questi 90 mila casi del primo semestre del 2019 sono concentrati in un solo Stato, l’Ucraina (54.246, contro i 53.218 dell’intero 2018). Seguono in classifica, ma a grande distanza, il Kazakhstan (8.855), la Georgia (3.874), la Russia (2.902) e la Turchia (2.391).

Secondo un’esperta dell’Oms, Kate O’Brien, intervistata dalla Bbc, la responsabilità di questo peggioramento nella lotta al morbillo - patologia che può essere anche letale - è soprattutto della disinformazione sui vaccini.

E l’Italia?

L’Italia, con 1.332 casi endemici (e un decesso) nei primi sei mesi del 2019, arriva nona su 53 Stati, dietro - oltre agli Stati già citati - a Kyrgyzstan, Macedonia e Francia. Nell’intero 2018 nel nostro Paese i casi di morbillo erano stati 2.686 (con nove decessi) e l’Italia era il quinto Paese con più casi in assoluto dietro Ucraina, Serbia, Israele e Francia.

Se invece che al numero assoluto di casi di morbillo guardiamo al tasso di incidenza sulla popolazione residente, ovviamente la posizione di un Paese popoloso come l’Italia (22,47 casi ogni milione di abitanti nel primo semestre del 2019) migliora notevolmente, passando dal nono al ventiduesimo posto.

Dalla scheda dell’Oms dedicata al nostro Paese si vede come l’Italia sia considerato - negli anni 2016 e 2017, e alla luce dei dati sopra citati probabilmente lo sarà anche nel 2018 - uno Stato dove il morbillo è endemico.

La grande impennata nel numero di casi, come si vede nel grafico, si è avuta nel 2017, quando il totale dell’anno è arrivato a 4.828 casi endemici (con un’incidenza di 89,1 casi per milione di abitanti, il doppio di quella di 45,3/1 milione relativa al 2018).

L’effetto del decreto Lorenzin

A giugno 2017, durante la scorsa legislatura, per far fronte all’emergenza morbillo e non solo, è stato varato un decreto legge - noto col nome dell’allora ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - che ha reso obbligatorie una serie di vaccinazioni, pena l’esclusione dei bambini non vaccinati dalle scuole.

Andiamo a vedere se, guardando alle coperture vaccinali relativa al morbillo, si può dire che abbia funzionato o meno.

Mettiamo allora a confronto i dati relativi al 2016 - coperture vaccinali a 24 mesi, coorte 2014 - e i più recenti, relativi al 2018, sempre riferiti alle coperture vaccinali a 24 mesi, coorte 2016.

La copertura del morbillo è passata dall’87,26% al 93,22%, quasi 6 punti percentuali in più. Nonostante questo miglioramento, l’Italia ha comunque fallito l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge per il morbillo, fissata dall’Oms al 95%.

Possiamo dunque dire che il decreto Lorenzin stia funzionando, ma che ci sia ancora della strada da fare.

Conclusione

Il morbillo si sta diffondendo in maniera preoccupante in Europa. Aumentano i Paesi in cui si trasmette endemicamente nel 2018 rispetto al 2017, e aumenta il numero totale di casi di morbillo nel 2019 rispetto al 2018. La situazione peggiore si registra in Ucraina, ma sono numerosi i Paesi in cui la situazione è grave.

L’Italia, che appartiene alla categoria dei Paesi dove il morbillo si trasmette endemicamente, è in via di miglioramento rispetto al picco del 2017. Grazie, con ogni probabilità, al decreto Lorenzin, c’è stato un aumento significativo della copertura vaccinale (+6 punti percentuali) ma ancora non è stata raggiunta l’immunità di gregge, fissata dall’Oms al 95% per il morbillo.

 

Se avete delle frasi o dei discorsi che volete sottoporre al nostro fact-checking, scrivete a dir@agi.it



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it