Zika, primi due casi in Thailandia di bimbi microcefalici

Le autorità sanitarie: due i bambini nati con malformazioni

Zika, primi due casi in Thailandia di bimbi microcefalici

Bangkok - La Thailandia ha registrato i primi due casi di bambini microcefalici, in relazione al virus Zika. Lo affermano le autorita' del ministero della Sanita'. Si tratta del primo caso identificato nel sudest asiatico.

TUTTO SUL VIRUS CHE TERRORIZZA LE MAMME - Il nome Zika deriva dalla foresta vicino Entebbe, in Uganda, dove nel 1947 fu isolato per la prima volta nell'organismo di una macaca mulatta (la scimmia Rhesus, oggetto di esperimenti da laboratorio). Zika, che in ugandese vuol dire 'rigoglioso, troppo cresciuto', e' un virus trasmesso dalla Aedes aegypti, zanzara 'pigra' e insidiosa, che attacca di giorno e ama le citta'. E dopo aviaria, Sars ed Ebola, e' diventato il nuovo incubo per la salute mondiale.

La prima epidemia di Zika al di fuori dell'Africa risale al 2007: teatro l'isola di Yap, in Micronesia. Ma e' alla fine del 2015 che questo virus ancora avvolto nel mistero diventa un sorvegliato speciale. Il Brasile lancia l'allarme, denunciando una tragica impennata di malformazioni nei feti. Si parla di migliaia di casi di microcefalia, che causa ritardo mentale, problemi motori, sordita' e disturbi visivi. Sul banco degli imputati finisce Zika.

Scende in campo l'Oms, che dichiara l'emergenza mondiale e invita i cattolici Paesi del Sudamerica a consentire l'accesso all'aborto. E mentre l'epidemia si diffonde, parte la corsa alla ricerca di un vaccino e gli esperti studiano le modalita' di contagio. Tanto piu' che in Texas viene segnalato un caso di trasmissione per via sessuale. L'Italia per ora ha registrato una decina di casi di Zika, tutti viaggiatori che avevano contratto il virus all'estero. Ma con l'arrivo dell'estate, Zika potrebbe 'sbarcare' nel nostro Paese, trasportato dalla cugina della Aedes, la zanzara tigre. In molti, inoltre, temono che i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, in programma ad agosto, possano diventare l'occasione per propagare il virus in tutto il mondo.

Alcuni Paesi, come gli Usa, hanno lasciato libere le loro atlete di non partecipare. E anche le nostre campionesse hanno espresso qualche timore. Ecco tutto quello che c'e' da sapere sul virus che spaventa le mamme. (AGI)