Yuri  è libero. Ma resta la preoccupazione per la comunità gay russa

Quali sono i punti critici che rendono dura la condizione degli omosessuali nel Paese di Putin dove era stato arrestato l'attivista italiano

Yuri  è libero. Ma resta la preoccupazione per la comunità gay russa

L’attivista italiano per i diritti omosessuali Yuri Guaiana è stato liberato. Era stato arrestato nella mattinata di giovedì a Mosca, insieme ad altri ragazzi, per aver partecipato a una “manifestazione non autorizzata” nella quale raccoglievano firme per una petizione contro il trattamento dei gay in Cecenia.

La vicenda si è risolta anche grazie all’assistenza del Consolato italiano che ha favorito la sua liberazione. Ma la situazione per le persone omosessuali in Russia resta sotto il livello di guardia. A dirlo è il Report 2016 di Human Right Watch, che ha individuato i Paesi peggiori per i diritti Lgbt. Ad attuare politiche omofobe o repressive per i diritti gay sono, secondo l'organizzazione che si batte per i diritti umani Russia e Uganda.

Putin, politica e omofobia

"I leader politici di questi Paesi - continua il dossier - dipingono se stessi come guardiani dei valori tradizionali, ma l’azione contro i diritti Lgbt non fa che distrarre l’opinione pubblica dalla mala-politica ed è il “preludio alla distruzione della società civile”. Secondo l'Organizzazione umanitaria queste sono le caratteristiche della politica di Vladimir Putin. Di recente il presidente russo, ricevuta la disponibilità del presidente ceceno Ramzan Kadyrov, ha garantito all’ambasciatrice di Human right watch, Tatyana Moskalkova, che prenderà misure contro la persecuzione omosessuale avvenuta in Cecenia.

Cosa è successo negli ultimi mesi in Russia

Aprile - Il giornale di opposizione Novaya Gazeta documenta lo “sterminio di omosessuali” che sta avvenendo in Cecenia. Foto e video testimonierebero secondo il giornale la deportazione e la tortura di oltre 100 ragazzi e l’uccisione di almeno 3 di loro, ma potrebbero essere di più.

Maggio - La cancelliera tedesca Angela Merkel, in visita a Sochi, Russia, chiede pubblicamente conto a Putin dell’ondata di persecuzioni omosessuali in Cecenia . Non ostante tutto, le persecuzioni e gli arresti di persone omosessuali continuano ancora ora nella repubblica caucasica.

Uno degli ultimi casi è avvenuto pochi giorni fa, sempre in Cecenia. Un ragazzo di 17 anni viene spinto giù dal nono piano di un palazzo. La sua colpa è essere gay. L'autore materiale del gesto è lo zio, con il supporto della famiglia del ragazzo.

I diritti Lgbt in Russia

L’omosessualità è stata legalizzata nel 1993 dall’allora presidente Boris Eltsin, su pressioni  del Consiglio d'Europa. La legislazione russa riconosce come legale:

  • Omosessualità
  • Atti omosessuali
  • Cambio sesso   
  • Dono del sangue

ma bandisce:

  • Leggi anti-discriminatorie,
  • Matrimonio,
  • Unioni civili
  • Adozione
  • Servizio militare (consentito, ma non accettato)
  • Libera espressione (reato di propaganda)

La legge contro la “propaganda gay”

Nel 2013 è entrata in vigore la legge anti propaganda, che limita fortemente i diritti Lgbt in Russia. Il provvedimento ha puntato in particolare sulla protezione dei minori dalla "propaganda di valori e relazioni sessuali non tradizionali”. Questa legge consente che la maggior parte delle manifestazioni pubbliche per i diritti gay in Russia sono fuorilegge. Un esempio su tutti è la decisione presa della Corte suprema nel 2012 che nella capitale, Mosca, ha vietato il Gay pride per 100 anni.

Le principali aggressioni nel 2016

Secondo il Report 2016 di Human right wacth, uno dei fatti più gravi e che più ha avuto eco nei media internazionali, è stata la campagna diffamatoria e di dossieraggio condotta da Timur Bulatov che ha portato alle dimissioni di medici e docenti accusati di fare propaganda gay all’interno di università e istituti sanitari russi. Questi i fatti più gravi registrati dall'organizzazione per i diritti umani:

Marzo - arresto di alcune attiviste durante una manifestazione a Mosca nella piazza Rossa in occasione della Giornata internazionale della donna.

Aprile - la polizia disperde una piccola folla radunatasi a Mosca per protestare contro la stigmatizzazione delle persone Lgbt. Nello stesso mese persone non identificate aggrediscono con spray urticanti un gruppo di attivisti Lgbt nel loro ufficio nella città di Murmansk.

Maggio - La manifestazione Lgbt autorizzata in una piazza centrale di Mosca è bloccata dalla polizia: i manifestanti vengono aggrediti da un gruppo di protesta omofobo  e alcuni vengono arrestati per 10 giorni. Sempre a maggio, ll noto attivista Alexander Ermoshkin, già licenziato perché gay, viene aggredito e colpito alla testa da alcuni sconosciuti, finchè a luglio, accusato di complotto anti russo, lascia il Paese.

Agosto - Dopo un lungo assedio legale le autorità bannano il sito online del gruppo Deti 404, guidato da Elena Klimova che lotta per i diritti Lgbt degli adolescenti.

Fra tutti i fatti accaduti nel 2016, quello del licenziamento del sessuologo Dmitry Isayev, e la conseguente chiusura della clinica universitaria di San Pietroburgo, guidata dallo stesso Isayev, che effettuava operazioni chirurgiche per il cambio di sesso, ha avuto un'ampia eco nei media internazionali.