Usa-Russia: Lavrov, pronti a fare nostra parte per il disgelo

Il ministro degli esteri russo è in arrivo a Roma per partecipare al Med2016

Usa-Russia: Lavrov, pronti a fare nostra parte per il disgelo
Lavrov - afp

Roma - La Russia è pronta a fare la sua parte per un nuovo disgelo con gli Stati Uniti. Lo assicura il ministro degli Esteri Serghei Lavrov in una intervista al Corriere della Sera. Consapevole che "la tutela della stabilità strategica e della sicurezza e la soluzione efficace dei problemi chiave dipendano" da questi due Paesi, Lavrov, in arrivo a Roma per partecipare al Med2016, il forum sul Mediterraneo organizzato dalla Farnesina e dall'Ispi, ha ancora una volta respinto le accuse di interferenza di Mosca nelle presidenziali americane.

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"Sono stati i cittadini americani - ha detto - ad 'aiutare' Donald Trump a diventare presidente. Come più volte dichiarato dal presidente Putin, noi non abbiamo mai cercato di influenzare la campagna elettorale poichè partiamo dal presupposto che si tratti di un affare interno degli Stati Uniti. Se qualcuno ha cercato di interferire, quelli sono gli alleati degli americani", "le favole sugli 'hacker russi' e le altre accuse rivolte al nostro indirizzo, sono veramente venute a noia. Nessuna delle annunciate 'prove' di ingerenza nel processo elettorale è mai stata presentata né alla comunità americana né a quella mondiale".

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"Abbiamo fiducia - sottolinea Lavrov - che la nuova amministrazione non voglia ripetere gli errori commessi da quella uscente, che ha volutamente distrutto le relazioni russo-americane, abbiamo accolto positivamente la propensione alla cooperazione tra i nostri due paesi dimostrata da Trump durante la campagna elettorale", ma "ripristinare la cooperazione a tutto campo tra Russia e Usa è un obiettivo complesso" e "saranno necessari sforzi seri da entrambe le parti".

Gli obiettivi di Mosca in Siria

Lavrov osserva che "fin dall'inizio della crisi, la Russia ha sempre sostenuto e continua a sostenere una soluzione politico-diplomatica attraverso l'avvio di un dialogo inclusivo interno". "Durante le operazioni delle forze aerospaziali russe in Siria, condotte dietro richiesta ufficiale del governo legittimo di un paese membro dell'Onu, siamo riusciti a sferrare un duro colpo al terrorismo che si è profondamente radicato nel paese anche grazie ai massicci rinforzi giunti dall'estero". "I tentativi di imporre un'agenda estranea ai siriani hanno già provocato centinaia di migliaia di vittime e feriti, milioni di profughi, "hanno distrutto le infrastrutture socio-economiche e introdotto nella società siriana elementi di spaccatura etnico-religiosa. Per risolvere tutti questi problemi - spiega il ministro - i siriani in autonomia, senza ingerenze esterne, devono mettersi d'accordo sulla forma dello Stato, la sua struttura politico-amministrativa e successivamente, con un percorso democratico, decidere chi governerà il paese".

"Ma prima di tutto - aggiunge - è necessario garantire pace e sicurezza, liquidare il focolaio terrorista in Siria", perchè, ricorda, "al momento intere zone rimangono nelle mani dei gruppi terroristici, quali Isis, Jabhat Al-Nusra, Fatah Al-Sham". è quindi secondo Mosca "estremamente necessario costituire un ampio fronte antiterrorismo, basato sul diritto internazionale universalmente riconosciuto". "Parallelamente deve essere avviato un processo negoziale interno alla Siria, imperniato sul comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, sulla Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e sulle decisioni del Gruppo Internazionale di sostegno per la Siria".

I rapporti con i Paesi del fronte Est della Nato

Lavrov spiega che "oggi assistiamo al più imponente incremento del potenziale militare dalla fine della 'guerra fredda', al rafforzamento della presenza e dell'infrastruttura della Nato nel suo fianco orientale, al fine di esercitare una pressione politico-militare sul nostro paese. Ai confini russi si svolgono esercitazioni dei paesi del blocco che hanno spesso carattere palesemente provocatorio". Mosca è "disponibile al dialogo a alla collaborazione con la Nato, ma solo ed esclusivamente su un piano di parità, com'è scritto nei documenti costitutivi del Consiglio Russia-Nato".

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Lavrov sottolinea che "non esiste una soluzione alternativa" agli accordi di Minsk, ma a questo fine "è necessario prima di tutto che Kiev dimostri una precisa volontà politica; invece è proprio questa a mancare palesemente".

Le sanzioni Ue

"Le sanzioni dell'Europa a cui l'Italia ha aderito, e le misure di risposta russe hanno avuto - precisa Lavrov - un impatto negativo sulla collaborazione economica e commerciale bilaterale. Oggi la situazione in questo campo rimane oltremodo complessa e tutti e due i paesi sono seriamente preoccupati. Un indicatore evidente è la riduzione significativa dello scambio commerciale". Tuttavia, conclude, "sappiamo che gli umori a favore dello sblocco dei rapporti economico-commerciali con la Russia sono molto diffusi anche nelle regioni italiane e che diverse di queste hanno approvato risoluzioni a favore della revoca delle sanzioni. Speriamo che Roma voglia costruire i suoi rapporti con Mosca a partire in primo luogo dai propri interessi. (AGI)