Ucraina: Kiev conferma, ripartite operazioni militari nell'est

(AGI) - Kiev - I 10 giorni di tregua non sono riuscitia risolvere la crisi, e oggi sono riprese le "operazionianti-terrorismo"  [...]

(AGI) - Kiev, 1 lug. - I 10 giorni di tregua non sono riuscitia risolvere la crisi, e oggi sono riprese le "operazionianti-terrorismo" delle truppe ucraine contro i separatistifilo-russi. La conferma della fine del cessate il fuoco e'arrivata dal premier, Oleksandr Turchynov. "Stamane, e' ripresala fase attiva dell'operazione anti-terrorismo. Le mostre forzearmate stanno attaccando le basi terroriste e le lororoccaforti", ha detto il premier, riferendo in Parlamento sugliultimi sviluppi della crisi. Le truppe del governo di Kiev e le milizie filorusse sonoimpegnate in intensi combattenti nelle localita' di Marinka eKarlovka, vicino a Donetsk, capitale dell'omonima regionesud-orientale ucraina. "A Marinka, che e' come dire a Donetsk, ci sono combattimentida oltre due ore", ha riferito un testimone secondo il sito webdell'agenzia locale Ostrov. Entrambe le localita' si trovano auna ventina di chilometri da Donetsk, una citta' che contaquasi un milione di abitanti ed e' controllata dai separatistifilo-russi da ormai piu' di due mesi. Stamane, conclusa la tregua 10 giorni che non e' riuscita arisolvere la crisi, il premier ucraino, Oleksandr Turchynov, haannunciato la ripresa dell' "operazione anti-terrorismo" controi separatisti filo-russi. La decisione di Kiev di non prolungare il cessate il fuoconell'est dell'Ucraina non sarebbe stata presa "senzaun'influenza dall'estero": e' la velata accusa agli Stati Unitilanciata dal ministero degli Esteri russo che ha deplorato laripresa delle operazioni militari "antiterrorismo" ucraine."L'impressione e' che il cambio nella posizione di Kiev,nonostante il diverso parere dei principali Stati membridell'Ue, non ci sarebbe stato senza un'influenza dall'esterno",si legge in un comunicato del ministero.IL capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov, ha espresso ilsuo rammarico per la ripresa dell'offensiva contro i ribellifilo-russi, accusando non ben precisate forze di esterne diminare i colloqui di pace. Lavrov ha esortato la comunita'internazionale e non usare l'Ucraina come "merce di scambio neigiochi geopolitici". Lavrov stamane ha incontrato ilviceministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian,giunto a Mosca per parlare della crisi irachena e siriana.L'emissario del governo di Teheran ha accusato gli Stati Unitidi volere creare "una seconda Ucraina" in Iraq. Dopo la ripresa dell'offensiva la Russia ha ammonito il governo centrale di Kiev che dovra' "rispondere" per "crimini controcivili pacifici" commessi dalle sue forze che hanno appenaripreso e operazioni militari nelle regioni russofoneorientali. In una nota, il ministero degli Esteri hasollecitato le autorita' ucraine a "smettere di sparare sulleloro stesse citta' e villaggi, ritornare alle realta' e, persalvaguardare le vite della popolazione, a non fingere unatregua". DUE GIORNALISTI RUSSI FERITI A LUNGANSKDue giornalisti del network indipendente russo 'Ren Tv' sonorimasti feriti mentre stavano seguendo i combattimenti inUcraina orientale. Lo ha reso noto la loro stessa emittente,secondo cui l'inviato Denis Kulaga e l'operatore Vadim Yudinsono stati raggiunti da alcune schegge dopo che una granata dimortaio si era abbattuta al suolo esplodendo vicino a loro neipressi di Lugansk, a ridosso della frontiera con la Russia. Da Mosca e' subito arrivata una nuova accusa alle autorita'ucraine di attaccare deliberatamente i mezzi d'informazione.Nelle ultime settimane sono stati due i cittadini russioperanti nel settore che hanno perso la vita nella Repubblicaex sovietica, l'ultimo dei quali e' stato ieri Anatoly Kyan,cameraman, 68 anni, falciato da colpi di arma da fuoco aDonetsk. Il 24 maggio scorso era toccato a Andrei Mironov,collaboratore e interprete del fotografo italiano AndreaRocchelli, uccisi insieme nella zona di Slavyansk. RICATTO USA A BANCHE FRANCESI PER NAVI A MOSCAIl presidente russo, Vladimir Putin, ha accusato gli StatiUniti di "ricattare" le banche francesi per ritorsione controla decisione del governo di Parigi di mantenere fermo,nonostante la crisi in Ucraina, un accordo per la vendita dinavi da guerra alla Russia: palese l'allusione alla mega-multaappena inflitta dall'Amministrazione Usa al colosso creditizioBnp Paribas, che ha accettato di pagare 8,9 milioni di dollariper aver violato le sanzioni imposte da Washington controalcuni Paesi terzi quali Cuba, l'Iran e il Sudan. "La cosa non ci preoccupa direttamente", ha osservato illeader del Cremlino incontrando gli ambasciatori russi riunitia Mosca. "Quello che stanno facendo alle banche francesi,pero', non puo' che causare indignazione in Europa e qua danoi". KIEV USA 'RICATTO' COME ARMA PER I NEGOZIATI SU GASVladimir Putin ha accusato le autorita' di Kiev di servirsi del"ricatto" come arma nei negoziati con la Russia sulle fornituredi gas naturale e sui relativi prezzi, pretendendo tra l'altrosconti "totalmente ingiustificati". A detta del presidenterusso, intervenuto a una riunione degli ambasciatori del suoPaese, consumatori e produttori "coscienziosi" non debbonosubire le conseguenze negative delle "azioni dei politiciucraini". PUTIN, L'IMPEGNO EUROPEO EVITI GLI SCENARI IRAQ, LIBIA E SIRIA"Tutti in Europa" debbono impegnarsi per creare una "sorta direte di sicurezza", ed evitare quindi che "si ripetano scenariquali quello dell'Iraq, della Libia, della Siria e della stessaUcraina, impedendo cosi' che "diventino contagiosi e sitrasformino in una malattia infettiva ": lo ha affermatoVladimir Putin, incontrando a Mosca gli ambasciatori del suoPaese all'estero. Per tale ragione, ha proseguito il presidenterusso, il ministero degli Esteri e' stato incaricato di"redigere la bozza di un pacchetto di proposte in tal senso",nel quale "l'accento sia posto sul fatto che sono inaccettabilieventuali tentativi per influenzare dall'esterno i procedimentiinterni". Putin ha poi ammonito che che la Russia continuera'comunque a tutelare gli interessi dei connazionali anche al difuori dei propri confini statali, compresi quelli dei russofoniucraini. .