Turchia: Erdogan sfida stampa ostile. Al Nyt, "non mi fai paura"

(AGI) - Istanbul, 4 giu. - A pochi giorni dalle elezionilegislative in Turchia, non si arresta l'ira di Recep TayypErdogan contro la stampa straniera e di opposizione. Nelleultime 24 ore, il presidente e' tornato a puntare il ditocontro i media internazionali e stavolta nel mirino sono finitiNew York Times, Cnn e Bbc, accusati di essere gli strumenti per"attaccare, indebolire e distruggere" la Turchia, secondoistruzioni impartite da una "mente superiore". Il primo attacco il presidente lo aveva sferrato martedi'sera, in un'intervista a una tv privata: "Il Nyt scrive lestesse cose dal 1896,

(AGI) - Istanbul, 4 giu. - A pochi giorni dalle elezionilegislative in Turchia, non si arresta l'ira di Recep TayypErdogan contro la stampa straniera e di opposizione. Nelleultime 24 ore, il presidente e' tornato a puntare il ditocontro i media internazionali e stavolta nel mirino sono finitiNew York Times, Cnn e Bbc, accusati di essere gli strumenti per"attaccare, indebolire e distruggere" la Turchia, secondoistruzioni impartite da una "mente superiore". Il primo attacco il presidente lo aveva sferrato martedi'sera, in un'intervista a una tv privata: "Il Nyt scrive lestesse cose dal 1896, dai tempi del Sultano AbdulHamit, e' unatestata che segue le disposizioni datele dai poteri forti, loha fatto in occasione degli incidenti di Gezi Park (2013),esattamente come la Bbc e la Cnn". Mercoldi' Erdogan harincarato la dose e, riferendosi al Nyt, ha detto: "Se haispazio puoi scrivere cio' che vuoi, non mi fai paura". Larabbia di Erdogan e' esplosa in seguito a un editorialecomparso sull'autorevole quotidiano americano, in cui siinvitavano Nato e Stati Uniti a intercedere presso ilpresidente turco, affinche' il Paese "tornasse indietro dalvicolo cieco in cui si e' infilato". Erdogan, in due diversi comizi tenuti mercoledi', haattaccato armeni, giornalisti e omosessuali, definiti"sediziosi spalleggiati da testate straniere che pensano acolonizzare la Turchia", per poi ribadire la sua opposizione aipartiti avversari (Chp, Mhp e Hdp), accusati di "complotto persovvertire il risultato delle urne" e il suo impegno nellalotta contro "i nemici della nazione, sia che si trovino sullemontagne al confine con l'Iraq impugnando kalashnikov (Pkk),sia che si tratti di giornalisti la cui arma e' una penna". Il leader turco, nei giorni scorsi, ha inoltre presentatoun esposto alla Procura, chiedendo una doppia pena capitale conun'addizionale di 42 anni nei confronti di Can Dundar,direttore di Cumhuriyet, uno dei piu' importanti quotidiani delPaese, reo di aver pubblicato un video del 2014 in cui si vedeun camion carico di armi transitare al confine siriano a diecigiorni dalle elezioni. Cumhuriyet ed il gruppo Dogan, colossomediatico turco mantenutosi assai critico nei confronti diErdogan in questa campagna elettorale, sono accusati di averpreso parte a un "complotto internazionale per sovvertirel'ordine costituito ed aver tradito l'interesse del Paese".Secondo Erdogan, a muovere i fili del complotto ci sarebbeFetullah Gulen, ideologo miliardario in esilio volontario negliStati Uniti dal 1999, acerrimo nemico di Erdogan dopo essernestato alleato fino all'inizio del 2012. "Noi continueremo la nostra battaglia per la giustizia neilimiti delle leggi di questo Paese, loro andranno in Europa alamentarsi", ha rincarato la dose Erdogan. Il caso deldirettore di Cumhuriyet e' emblematico delle pressioni allequali i giornalisti sono sottoposti in Turchia ed esplode nellostesso giorno in cui Mehmet Baransu, giornalista di Taraf vienerinviato a giudizio con una richiesta di 52 anni di reclusione.Baransu aveva diffuso documenti relativi a un Consiglio disicurezza nazionale del 2004, in cui le piu' alte cariche delloStato discutevano di un piano per soffocare associazioni egruppi legati alla confraternita di Gulen. L'accusa parla di "pubblicazione di documenti relativi lasicurezza dello Stato, informazioni riservate per l'interessedel Paese e attivita' dei servizi segreti". Prima dei casi di Dundar e Baransu, il primo ministro,Ahmet Davutoglu, aveva accusato il quotidiano Hurriyet di farepropaganda per i brigatisti (Dhkp-C), attraverso lapubblicazione di foto relative al sequestro del magistrato,avvenuto lo scorso aprile. Subito dopo le parole di Davutogluun parlamentare dell'Akp ha presentato una querela neiconfronti del redattore dello stesso quotidiano, Sedat Ergin,accusandolo di favoreggiamento nei confronti dei terroristi. Lostesso Erdogan ha poi attaccato Hurriyet per aver pubblicato unarticolo sulla condanna a morte di Mohamed Morsi in Egittoaffermando che "quel quotidiano si augura che la stessa cosavenga fatta con me". Schieratasi a favore dei colleghi diHurriyet, la giornalista Asli Aydintasbas di Milliyet e' stata"momentaneamente sospesa. Il caporedattore di Zaman, HidayetKaraca, e' in carcere dallo scorso dicembre con l'accusa diaver "tradito l'interesse del Paese e aver attentato all'unita'della nazione". Il direttore dello stesso quotidiano, EkremDumanli, anche lui arrestato e poi rilasciato, ha subito ilritiro del passaporto e intervenendo in collegamento alCongresso della World Association of Newspapers and NewsPublishers (Wan-Ifra) martedi' ha detto di essere pronto a"pagare il prezzo per la liberta' di informazione nel proprioPaese". Una escalation che ha gia' portato la Turchia al 154moposto su 180 Paesi nella classifica di World Press Freedom del2014. (AGI).