Tumori seno: nuovo mix di farmaci regala 5 anni di vita in piu'

(AGI) - Madrid. - Il tumore al seno non fa piu' paura.
  Grazie ai farmaci sempre piu' mirati, la neoplasia dellamammella  [...]

(AGI) - Madrid, 28 set. - Il tumore al seno non fa piu' paura.Grazie ai farmaci sempre piu' mirati, la neoplasia dellamammella che rientra tra i cosiddetti "Big Killer" (polmone,colon-retto, prostata e seno), e' sempre piu' curabile. Ora,grazie a una nuova combinazione di farmaci, per le donne contumore al seno metastatico, si guadagnano fino a 5 anni divita. All'Esmo (congresso europeo di oncologia medica), incorso a Madrid, sono stati presentati i risultati finali dellostudio di fase III 'Cleopatra', ricerca che per Michelino DeLaurentiis, direttore dell'unita' di Oncologia medicasenologica dell'Istituto tumori Pascale di Napoli, "rappresentauna pietra miliare", soprattutto per un tipo di tumore al seno,l'Her2-positivo, e' considerato aggressivo. La ricerca hadimostrato che la combinazione tra pertuzumab a trastuzumab edocetaxel (un chemioterapico) ha prolungato la sopravvivenza,passando da da 40,8 mesi a 56,5, una media di 5 anni in piu'. "Il dato che colpisce di piu' dello studio di Fase IIICleopatra e' il miglioramento della overall survival mediana,oltre che - sottolinea DE Laurentiis - il gia' noto vantaggioin termini di sopravvivenza libera da progressione, dovuto aimeccanismi d'azione dei due anticorpi monoclonali. Questo e'probabilmente uno dei passi in avanti piu' importanti neltrattamento di questa malattia". In Italia ogni anno siammalano circa 55.000 donne di queste circa 45.000 ce la fannoma per circa 10-12.000 il tumore nel tempo sviluppera'metastasi. "Purtroppo in un 5-7% delle donne il tumore simanifesta - spiega De Laurentiis - quando ormai e' in faseavanzata, tuttavia proprio questi casi oggi si possono teneresotto controllo e rispondono bene ai trattamenti. Possiamo bendire che il tumore del seno e' una delle neoplasie megliocurabili e a piu' elevato tasso di guarigione, e anche quandosviluppa metastasi la malattia puo' essere cronicizzata etenuta sotto controllo per lunghi anni". Nello studio Cleopatrai ricercatori hanno valutato l'efficacia e la sicurezza dipertuzumab, trastuzumab e docetaxel in 808 pazienti concarcinoma mammario metastatico Her2-positivo non trattato inprecedenza, carcinoma storicamente noto per essere una delleforme piu' aggressive. "L'aggiunta di pertuzumab al trattamentocon trastuzumab e chemioterapia ha permesso di ottenere lasopravvivenza piu' lunga osservata fino a oggi in uno studioclinico di pazienti con tumore al seno metastaticoHer2-positivo", afferma Sandra Horning, MD, Chief MedicalOfficer e Global Product Development Director di Roche. "Lasopravvivenza mediana di quasi cinque anni delle pazienti chehanno ricevuto il regime con pertuzumab e' di 15,7 mesisuperiore rispetto alle pazienti che hanno ricevuto solamentetrastuzumab e chemioterapia, un miglioramento che raramente siottiene negli studi clinici di tumori in stadio avanzato".Nelle terapie per contrastare il tumore al seno novita'arrivano anche per le pazienti Her2-negativo. All'Esmo sonostati presentati due studi, che saranno pubblicati su TheLancet Oncology, Imelda e Tania i cui risultati dimostranol'efficacia e la sicurezza di bevacizumab. Questo incombinazione con nla chemioterapia "fa gia' parte del nostroarmamentario terapeutico - spiega De Laurentiis -. Tuttavia,soprattutto in Italia, questa combinazione gode di pocapopolarita' tra gli oncologi a causa di alcuni aspetti ancoracontroversi. I risultati degli studi Imelda e Tania spezzanouna lancia a favore dell'impiego del bevacizumab indicando chee' possibile migliorare ulteriormente l'efficacia deltrattamento aggiungendo in caso di mantenimento untrattamentocon capecitabina, nel caso di Imelda, o continuando lasomministrazione di beveacizumab anche nelle linee dichemioterapia successive (Tania)". I due studi hanno dimostratoche le donne trattate con terapia di mantenimento combinatavivevano in media 15,3 mesi in piu', la sopravvivenza medianapassa dai 23,7 ai 39 mesi per quanto riguarda Imelda, mentreper quanto riguarda lo studio Tania si evidenzia unmiglioramento significativo della sopravvivenza senzaprogressione. (AGI).