Arrestata e condannata la fondatrice del principale sito porno della Corea del Sud

Song è stata condannata a quattro anni di carcere e le è stata comminata una multa di 1,4 miliardi di won (1,25 milioni di dollari) per aver favorito la distribuzione di materiale osceno

Arrestata e condannata la fondatrice del principale sito porno della Corea del Sud

La co-fondatrice del più visitato sito web porno della Corea del Sud è stata incarcerata per uno scandalo legato alla diffusione di filmati ripresi con telecamere nascoste e senza il consenso delle persone ritratte.

Decine di migliaia di donne erano scese in strada negli ultimi mesi nel paese asiatico per protestare contro il crescente fenomeno delle spycam, telecamere nascoste che riprendono principalmente bagni femminili e spogliatoi. Questi video, prodotti prevalentemente da uomini ai danni di donne non consenzienti, sono conosciuti in coreano come “molka".

Il principale sito web porno responsabile della pubblicazione di questi filmati era Soranet, che ha registrato oltre un milione di utenti fino a quando non è stato chiuso nel 2016. La proprietaria del sito, soprannominata Song, è stata condannata a quattro anni di carcere e le è stata comminata una multa di 1,4 miliardi di won (1,25 milioni di dollari) per aver favorito la distribuzione di materiale osceno, compresi video a contenuto esplicito e di sesso con minori.

Secondo la sentenza di condanna, la 45enne, che ha fondato Soranet nel 1999 con il marito e altri due soci, "ha seriamente danneggiato e distorto la dignità e il valore universale delle persone”, con l’aggravante di averne tratto “enormi profitti”.

La donna era latitante in Nuova Zelanda dal 2016, ma è stata arrestata a giugno dopo che le autorità neozelandesi ne avevano annullato il passaporto. Suo marito e l'altra coppia di soci, comproprietari del sito e tutti con cittadinanza australiana o residenza permanente all’estero, risultano tuttora latitanti.

Le denunce di reati legati a questo fenomeno sono aumentate dalle circa 1.100 del 2010 a più di 6.500 del 2017, con diversi video condivisi o venduti online. Secondo le statistiche ufficiali, circa il 98% dei responsabili sono uomini, mentre oltre l'80% delle vittime sono donne.

Nonostante la pornografia sia ufficialmente vietata in Corea del Sud, come in diversi altri paesi asiatici, resta ampia la diffusione di filmati a contenuto esplicito grazie all’uso di server con sede in paesi stranieri o di video scaricati da siti di condivisione di file.



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