Putin: "la Crimea e' sacra, le sanzioni uno stimolo"

(AGI) - Roma, 4 dic. - La Crimea ha un "enorme valore sacro ecivile" per la Russia, "come il Monte del Tempio a Gerusalemmeper coloro che professano l'ebraismo e l'islam", e questo sara'cosi' "per sempre". Vladimir Putin, in un messaggio allanazione, ha usato la tradizionale retorica anti-occidentale pergiustificare la sua politica estera e rassicurare il Paese che,nonostante i "tempi difficili", la Russia rimarra' forte. Ilpresidente ha palato di "tempi stressanti e difficili" per ilPaese, ma ha dichiarato che le sanzioni sono soltanto un"enorme incentivo per accelerare lo sviluppo" interno. Sull'Ucraina (dove

(AGI) - Roma, 4 dic. - La Crimea ha un "enorme valore sacro ecivile" per la Russia, "come il Monte del Tempio a Gerusalemmeper coloro che professano l'ebraismo e l'islam", e questo sara'cosi' "per sempre". Vladimir Putin, in un messaggio allanazione, ha usato la tradizionale retorica anti-occidentale pergiustificare la sua politica estera e rassicurare il Paese che,nonostante i "tempi difficili", la Russia rimarra' forte. Ilpresidente ha palato di "tempi stressanti e difficili" per ilPaese, ma ha dichiarato che le sanzioni sono soltanto un"enorme incentivo per accelerare lo sviluppo" interno. Sull'Ucraina (dove e' avvenuto un "colpo di Stato") Putinha usato toni di apertura, promettendo sostegno alle riforme diKiev e "rispetto verso il popolo fratello e la sua sovranita'".La crisi nella ex repubblica sovietica, che ha portato irapporti con l'Occidente ai minimi storici, facendo parlare dinuova Guerra Fredda, non implichera' un auto-isolamento dellaRussia: "Sotto nessuna circostanza, ridurremo i nostri legamicon l'America e l'Europa, ma allo stesso tempo espanderemo lerelazioni tradizionali con il sud del continente americano econtinueremo la cooperazione con l'Africa e i Paesi del MedioOriente". Putin ha escluso che Mosca sia intenzionata aintraprendere "una corsa al riarmo", ma ha assicurato senzamezzi termini che "si difendera'". Dall'Ucraina, intanto, arrivano spiragli che si possaarrivare a una tregua reale. Da martedi' prossimo nell'est delPaese dovrebbe entrare in vigore un vero cessate il fuoco, dopoquello concordato il 5 settembre a Kiev e violatosistematicamente in questi due mesi. La conferma dell'accordonegoziato nei giorni scorsi e' arrivata dal presidente ucraino,Petro Poroshenko, e dai separatisti filo-russi. "Il 9 dicembresmetteremo di sparare", ha promesso Poroshenko, spiegando chel'indomani Kiev avviera' il ritiro degli armamenti pesantidalle regioni di Donetsk e Lugansk, a patto che i separatistirispettino la tregua. A Basilea, a margine della riunione dei ministri degliEsteri dei 57 Paesi dell'Osce, si sono visti il ministro degliEsteri, Serghei Lavrov, e il segretario di Stato Usa, JohnKerry, senza che si registrassero sostanziali progressi. Lavrovha spiegato che la Russia "sostiene il processo di Minsk" perla stabilizzazione dell'Ucraina ma ha avvertito che "tentatividi escludere i rappresentanti delle regioni separatiste" diDonetsk e Lugansk "sono controproducenti e inaccettabili". Kerry, da parte sua, ha affermato che gli Usa non hannoalcun desiderio di vedere Mosca isolarsi "con le sue stessemani". Una risposta a Putin che aveva accusato Washington dicercare pretesti per "frenare" la Russia. "Gli Usa e i Paesiche sostengono la sovranita' e i diriti dell'Ucraina noncercano lo scontro", ha assicurato. L'Italia, come ha spiegato il ministro degli Esteri, PaoloGentiloni, "considera inaccettabili le violazioni dellasovranita' dell'Ucraina" e non accettera' "mai i risultatidelle elezioni separatiste" nell'Ucraina orientale. Per iltitolare della Farnesina "le sanzioni sono un male necessario enon l'unico strumento a cui l'Europa si puo' affidare pertrovare una soluzione alla crisi, che deve essere politica". L'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue,Federica Mogherini, ha affermato che Mosca "deve assumersi edesercitare le sue responsabilita'", facendo cessare l'invio diuomini e mezzi in sostegno ai separatisti filo-russi. L'Osce ha il compito di monitorare l'intesa raggiunta il 5settembre a Minsk tra le forze ucraine e i separatistifilo-russi che con il nuovo accordo potrebbe trovare finalmentepiena attuazione. L'instabilita' di tutta la regione exsovietica e' confermata anche dall'attacco notturno di uncommando ceceno a Grozny, in cui sono rimasti uccisi 10 uominidelle forze di sicurezza russe e 9 ribelli. (AGI).