Onu, "ad Aleppo in atto crimini di guerra"

Gli Usa lanciano monito alla Russia: stop alla collaborazione militare se non finiscono iraid su Aleppo

Onu, "ad Aleppo in atto crimini di guerra"
 Aleppo Siria bombardamenti

Roma - Ancora bombe sugli ospedali, ancora civili uccisi, ancora "crimini di guerra". Non conosce sosta in Siria la ferocia di uomini che per quel che compiono ad Aleppo, ha esclamato Papa Francesco, "dovranno dare conto davanti a Dio". Gli ultimi attacchi sono stati denunciati oggi da due Ong, la Società medica siriana americana (SAMS) e l'Unione di organizzazioni di assistenza medica e di soccorso (UOSSOM, in francese), ma sono stati smentiti dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Le strutture bombardate sarebbero la M2 e la M10, le due piu' grandi della città. La UOSSM, Ong con sede a Parigi, ha assicurato in un comunicato che la M10 non è piu' operativo per "quello che si crede essere un attacco aereo" che non ha causato vittime. La M2 è stata invece colpita da proiettili di mortaio che hanno causato la morte di due pazienti e il ferimento di tre membri dello staff. La SAMS, Ong con sede a Washington, ha riferito che i due ospedali sono stati bombardato all'alba e che nessuno è rimasto ferito. "è una menzogna, non c'è stato alcun attacco contro ospedali nelle ultime ore", ha pero' ribattuto l'Osservatorio, spiegando che invece c'è stato un bombardamento nelle vicinanze dell'M2.

L'Onu, senza entrare nel merito delle ultime denunce, indica come "crimini di guerra" quelli commessi, aprendo un varco per un giudizio sui responsabili di fronte ai tribunali internazionali. "Siamo chiari: coloro che usano armi sempre piu' distruttive, sanno quel che fanno. Sanno di star commettendo crimini di guerra", ha detto Ban Ki-moon nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza. "Immaginate quale distruzione viene compiuta: perone con gli arti troncati, bambini feriti senza soccorso. Pensate a un mattatoio, a un macello: cio' che abbiamo davanti adesso è peggio". Lo scorso mese di maggio era stato lo stesso Consiglio di sicurezza ad adottare una risoluzione per la protezione di strutture mediche e operatori sanitari, ma cio' non è servito a nulla in conflitti come quello in Siria e in Yemen: "La legge internazionale è chiara: medici, infermieri, infrastrutture e trasporti di questo genere vanno risparmiati, cosi' come i feriti, siano civili o militari", ha sottolineato Ban. Il 95% del personale medico presente ad Aleppo prima del conflitto, ha concluso, "è fuggito, è stato arrestato o ucciso. Si deve agire, Si deve accertare le responsabilità". I bambini uccisi ad Aleppo sono 96 e 226 quelli rimasti feriti solo da venerdi' scorso. Questa è l'ultima conta aggiornata fornita dall'Unicef. L'Occidente mette sul banco degli imputati Mosca, accusandola di non fare nulla per fermare i raid di Bashar Assad. Gli Stati Uniti hanno minacciato di congelare il coordinamento delle operazioni militari sul fronte in Siria con le forze russe se Mosca non farà "passi immediati" affinchè si fermino i jet che spargono terrore e morte su Aleppo, ha detto il segretario di Stato John Kerry. La decisione metterebbe fine all'iniziativa per la "realizzazione di un Centro di comando congiunto" sul terreno del confronto militare con Al Nusra e l'Isis. Se la Russia non fermarà Assad, ha avvertito il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, "sarà inevitabile una rottura diplomatica. Tutto questo per assecondare dittatore sulla via del declino?" Il Cremlino, pero', non sembra disposto ad abbandonare lo storico amico. Le dichiarazioni sulla possibilità di imporre alla Russia nuove sanzioni per la situazione in Siria, ha fatto sapere, "causano una profonda incomprensione, specialmente tra coloro che conoscono il vero stato delle cose, la situazione reale circa la realizzazione degli impegni indicati negli accordi russo-statunitensi". A parlare è stato il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, dopo che l'omologo Usa, Josh Earnest, aveva ipotizzato ulteriori possibili nuove sanzioni, sottolineando comunque che Washington non è intenzionata ad agire in modo unilaterale ma in coordinamento con i suoi alleati. Peskov ha poi denunciato che "l'ossessione per la politica sanzionatoria non ha portato a nessuno nulla di buono".(AGI)