Il miracolo tra le macerie e la corsa contro il tempo
Proprio a Caraballeda si registra un drammatico salvataggio che riaccende le speranze. Belkys Josefina Barreto García, una donna di 60 anni, è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato dopo essere rimasta intrappolata per ben 86 ore (oltre tre giorni).
L’annuncio è arrivato dal presidente di El Salvador, Nayib Bukele, il quale ha spiegato che l'operazione di salvataggio è durata 11 ore e ha visto la collaborazione dei contingenti di soccorso salvadoregni e peruviani. La donna, dopo essere stata stabilizzata sul posto, è stata trasferita d'urgenza in elicottero in una clinica specializzata di Caracas a causa delle sue condizioni di salute, che restano delicate.
Sempre nello Stato di La Guaira si continua a scavare senza sosta per un'altra emergenza: i vigili del fuoco italiani, in stretta collaborazione con i bomberos dell'Ecuador, stanno operando per tentare il salvataggio di una donna e dei suoi tre figli, rimasti sepolti sotto i detriti della propria abitazione. Le speranze di ritrovarli in vita sono accese da segnali acustici provenienti dal sottosuolo: "Il battere su una tubazione metallica in risposta alla chiamata è il segnale che qualcuno è in vita sotto le macerie", hanno spiegato i vigili del fuoco in un aggiornamento pubblicato sulla piattaforma X.
Il bilancio del disastro e i dispersi
La situazione umanitaria nel Paese resta drammatica. Il bilancio ufficiale delle vittime ha purtroppo raggiunto quota 1.450 morti, a cui si aggiungono 3.150 feriti e 12.721 sfollati. I danni strutturali sono ingenti: sono 774 gli edifici colpiti, di cui 189 completamente rasi al suolo. Il dato più allarmante arriva però dalle Nazioni Unite, le cui stime indicano circa 50.000 persone ancora disperse.
La risposta internazionale: stanziati aiuti dall'UE
Per fare fronte all'emergenza, la Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro in aiuti umanitari urgenti, destinati principalmente alla fornitura di alloggi e assistenza sanitaria. Questa cifra si aggiunge ai 52 milioni di euro già stanziati dall'Unione Europea dall'inizio dell'anno per la crisi socio-economica del Paese.
Il piano di supporto europeo prevede:
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Un ponte aereo umanitario: È previsto a breve un volo da Copenaghen con circa 50 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui materiale per alloggi d'emergenza, attrezzature idrico-sanitarie e kit scolastici.
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Esperti sul campo: Un team di 11 tecnici europei (provenienti da Spagna, Austria, Italia, Lussemburgo, Belgio ed Estonia) e un ulteriore contingente italiano sono giunti in Venezuela per coordinare i soccorsi tramite il meccanismo di protezione civile dell'UE. In totale, sono 14 i Paesi europei che stanno contribuendo attivamente con personale medico, squadre di ricerca e sistemi di telecomunicazione.
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Supporto satellitare: È stato ufficialmente attivato il servizio satellitare Copernicus in modalità di mappatura d'emergenza per monitorare l'evoluzione dei danni dall'alto.