Macron tende la mano a Meloni: "L'Italia non va lasciata sola"  

Macron tende la mano a Meloni: "L'Italia non va lasciata sola"  

La premier italiana: "Accolgo la proposta di lavorare insieme". In un'intervista alle tv il presidente francese invita Roma a risolvere insieme la questione migratoria: "L'Italia si sta assumendo le sue responsabilità e sta svolgendo il suo ruolo di primo porto sicuro"

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Macron e Meloni

AGI - Dopo le tensioni con la Germania sulla scoperta che Berlino finanzia le Ong che salvano i migranti nel Mediterraneo, sullo stesso tema Roma incassa il disgelo con la Francia. L'Italia, ha detto il presidente Emmanuel Macron in un'intervista il giorno dopo l'incontro con il Papa a Marsiglia, "non va lasciata sola": per questo, Macron ha teso la mano alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni proponendole di lavorare insieme.

"L'Italia si sta assumendo le sue responsabilità, ha fatto una scelta forte e sta svolgendo il suo ruolo di 'primo porto sicuro" ma, ha detto Macron, "la risposta deve essere europea''. L'apertura è stata accolta dalla premier "con grande interesse".

"È evidente che Italia, Francia e UE debbano agire insieme per sostenere gli Stati di origine dei migranti e per aiutare gli Stati di transito a smantellare le reti criminali di trafficanti di esseri umani. È la direzione che il governo italiano ha già intrapreso e che vuole perseguire insieme alle istituzioni europee e ai propri alleati europei", ha commentato Meloni.

Le affermazioni del capo dello Stato francese erano una risposta al Papa che a Marsiglia ma anche oggi ha continuato a riproporre il suo appello contro l'indifferenza nei confronti dei migranti.

"Ha ragione - ha osservato Macron - ma credo che noi francesi facciamo la nostra parte, e non possiamo accogliere tutta la miseria del mondo", ha aggiunto, citando una celebre frase pronunciata dall'ex primo ministro socialista Michel Rocard nel 1989.

Secondo Macron, serve che l'Europa e i Paesi come Francia e Italia assieme abbiano "un approccio coerente con i Paesi di origine. La maggior parte dei migranti proviene dall'Africa subsahariana, dove i Paesi hanno aiuti allo sviluppo. Dobbiamo dire 'vi aiutiamo, ma dovete aiutarci a smantellare le reti'" dei trafficanti.

Un secondo strumento per affrontare la questione riguarda invece i Paesi di transito, come Tunisia e Algeria: "Voglio esportare in quei Paesi esperti e attrezzature" per smantellare le reti" di traffico di migranti, ha detto. "Voglio proporre partenariati e risorse per impedire a queste persone di partire. E quando arrivano, dobbiamo avere una politica europea".

Tensione con la Germania

Di tutt'altro tenore il clima dello scambio a distanza fra Roma e Berlino: al ministero degli Esteri tedesco che ha rivendicato la correttezza del finanziamento alle Ong di ricerca e salvataggio in mare dei migranti, ha risposto il ministro della Difesa Guido Crosetto in prima persona, dicendo che si sarebbe aspettato "aiuto e solidarietà in un momento di difficoltà, come abbiamo l'abitudine di fare noi italiani con tutte le nazioni, quando sono in difficoltà".

"A noi italiani viene naturale. Per quanto riguarda i salvataggi in mare, voglio rammentare agli amici tedeschi che quelli effettuati dalle Ong rappresentano appena il 5%". All'Agi, Crosetto ha detto che "anche l'Italia salva, e ha salvato, migliaia di persone, anche senza l'aiuto delle Ong. Far finta che le migrazioni si affrontino solo finanziando le Ong e non stando accanto alle nazioni amiche è un modo poco congruo" di affrontare il problema".

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani andrà a Parigi, dove era intenzionato a dire alla omologa Catherine Colonna che "la Francia sbaglia" sui respingimenti a Ventimiglia, secondo quanto ha detto in un'intervista precedente alle dichiarazioni di Macron. Il capo della Farnesina andrà anche a Berlino, giovedì: parlerò con la mia collega tedesca della decisione del governo tedesco di finanziare le ong. È un atteggiamento strano, cercheremo di capire perché si muove in questa maniera", ha aggiunto il vicepremier. "Il problema c'è ma va affrontato in maniera solidale, non in modo egoistico. La frontiera sud dell'Europa siamo noi".

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