L'Unione europea secondo Olaf Scholz 

L'Unione europea secondo Olaf Scholz 

Il leader di Berlino è a favore dell'entrata dei Paesi dei Balcani, dell'Ucraina, della Moldavia e della Georgia. Sull'energia auspica zioni coordinate e condivise mentre aichiera per il superamento delle decisioni all'unanimità e il diritto di veto da parte dei Paesi

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© Nicolas Economou / NURPHOTO via AFP - Il cancelliere tedesco Olaf Scholz

AGI - Una rapida intesa per la riforma sostanziale del mercato europeo dell'energia, le cui regole attuali si sono rivelate inadeguate all'aumento record dei prezzi, è prioritaria: partendo da questa emergenza, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha approfittato di una visita a Praga, il cui governo detiene in questo semestre la presidenza di turno del Consiglio Ue, per illustrare al premier ceco Petr Fiala la sua prospettiva europea.

Il leader di Berlino è a favore dell'allargamento dell'Ue ai Paesi dei Balcani, all'Ucraina, alla Moldavia e alla Georgia, fino ad arrivare a 30-36 Paesi membri oltre che al superamento delle decisioni all'unanimità e al diritto di veto da parte dei Paesi, per evitare la paralisi delle istituzioni.

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©  Kay Nietfeld / Dpa Picture-Alliance via AFP
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il premier ceco Petr Fiala

Quanto all'energia, l'attuale sistema "non si può definire funzionale poiché porta a prezzi così elevati". Ecco perché, secondo Scholz, l'Ue deve agire "rapidamente e in modo coordinato, evitando le azioni isolate dei singoli Paesi".

Dieci mesi dopo la successione ad Angela Merkel, è la prima volta che Scholz esprime un punto di vista completo sull'Europa, influenzato dal drastico cambiamento di scenario legato alla guerra in Ucraina. "Il fatto che l'Unione continui ad estendersi a Est è un vantaggio per tutti noi", ha detto.

Negli ultimi mesi, Scholz ha viaggiato nei Balcani e ha ricevuto i leader dei Paesi: dei sei Paesi della regione, 4 sono già candidati ufficiali (Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Albania). Due non ce l'hanno ancora (Kosovo, Bosnia-Erzegovina) ma tutti hanno firmato un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Ue.

"L'Ucraina non è il Lussemburgo - ha detto Scholz - e il Portogallo non ha lo stesso sguardo sul mondo della Macedonia del Nord". Ecco perchè, secondo il dirigente, "dove è richiesta l'unanimità nelle decisioni Ue, il rischio che un solo Paese impedisca l'avanzamento di tutti gli altri con il suo veto aumenta ogni volta che un nuovo Paese entra nell'Ue.

Ecco perchè ho proposto di passare progressivamente alle decisioni prese a maggioranza nella politica estera comune ma anche in altri campi, come la politica fiscale", ha spiegato a Praga, non negando che questo può avere conseguenze anche sulla politica tedesca.

"Mantenere il principio dell'unanimità funziona solo quando la pressione per agire è debole. Non è più il caso visto il cambiamento di epoca" dovuto alla guerra russa in Ucraina.

Scholz ha anche promesso di impegnarsi perchè Croazia, Bulgaria e Romania ottengano la richiesta integrazione nell'area Schengen di libera circolazione e ha affrontato la questione di una Difesa comune, soprattutto dal punto di vista di una maggiore cooperazione fra le imprese europee sui progetti di armamenti, e decisioni comuni sulla fabbricazione e l'acquisto di armi.