Dopo due mesi di lockdown riapre Shanghai

Dopo due mesi di lockdown riapre Shanghai

Già fin dalla mezzanotte, in molti sono scesi per le strade a festeggiare la fine delle restrizioni, che permangono ancora per 650mila abitanti della città in zone giudicate a medio o alto rischio di contagio

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© LIU YING / XINHUA VIA AFP - Shanghai, Cina

AGI - Tornano a popolarsi le strade di Shanghai, dopo due mesi di lockdown, che hanno messo in ginocchio economicamente la metropoli cinese ed esasperato decine di milioni di persone. Già fin dalla mezzanotte, in molti sono scesi per le strade a festeggiare la fine delle restrizioni, che permangono ancora per 650mila abitanti della città in zone giudicate a medio o alto rischio di contagio.

Con la giornata di oggi ripartono i mezzi di trasporto pubblico, i servizi di taxi e di auto a chiamata, e si può tornare a circolare liberamente - mostrando il proprio codice verde sulla app sanitaria - con accesso ai complessi residenziali, agli shopping mall e ai negozi. La fine delle restrizioni ha coinciso con il calo dei nuovi casi di contagio giornalieri, scesi a quota cinque oggi, a cui se ne aggiungono dieci di infezione asintomatica.

Da oggi riaprono, fino al 75% della capienza massima, anche le 32 principali attrazioni turistiche della città. Nonostante l'allentamento, la Cina non abbandona la linea di Covid zero responsabile delle restrizioni estreme messe in atto in molte parti del Paese. "Questo è il giorno di cui abbiamo sognato a lungo", ha dichiarato il portavoce della municipalità, Yin Xin.

"Abbiamo fatto molti sacrifici e dobbiamo ricordare questo giorno e accogliere di nuovo la Shanghai che conosciamo e che ci è mancata". Non tutto è tornato alla normalità: rimangono ancora le restrizioni per chi lascia Shanghai, mentre cinema, musei e palestre rimangono chiusi, e diverse scuole non hanno ancora ripreso l'attività didattica in presenza, ma i video circolanti su internet mostrano le gioia dei residenti che sono rimasti per due mesi chiusi in casa, tra pesanti disagi.

Il lockdown esteso a tutta la popolazione ha mandato in tilt i servizi di consegna di generi alimentari e di prima necessità, e l'intervento delle autorità non è servito a migliorare la situazione. Scene di forte tensione tra i residenti e le forze dell'ordine hanno fatto il giro dei social a una tale velocita' che persino la zelante censura cinese non e' riuscita a evitare che le immagini si diffondessero.

Ad aprile, sembrava essersi ripresentato lo spettro delle prime settimane dell'epidemia a Wuhan: le urla di incoraggiamento dalle finestre dei complessi residenziali agli altri residenti bloccati in casa hanno riportato alla mente i giorni più difficili del lockdown di inizio 2020. Anche la stampa cinese ha salutato la fine delle restrizioni, pur senza definirle direttamente con il termine "lockdown", puntando, invece, sul "nuovo inizio" della metropoli.

Con il protrarsi delle chiusure è crollata anche l'economia, che ad aprile ha segnato una battuta d'arresto. Le restrizioni hanno avuto un impatto su molti impianti produttivi, come Volkswagen e Tesla, per citare i nomi piu' noti, e su molti gruppi che operano in vari settori, tra cui quello strategico dei semi-conduttori.

La situazione appare in via di miglioramento secondo i primi dati di maggio, ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo: il governo ha varato misure per tamponare la crisi innescata dai lockdown - a cui si aggiungono le incertezze provocate dalla guerra in Ucraina, soprattutto sul piano dell'approvvigionamento alimentare - e ha annunciato un pacchetto di stimoli per fare ripartire l'economia in un "momento critico" per il raggiungimento degli obiettivi di crescita fissati per il 2022.