La guerra in Ucraina minaccia anche lo Spazio e la cooperazione Nasa-Russia 

La guerra in Ucraina minaccia anche lo Spazio e la cooperazione Nasa-Russia 

Tra le scadenze in agenda per la Nasa c’è il rientro a Terra dell'astronauta americano Mark Vande Hei con una capsula russa Soyuz, previsto il 30 marzo insieme a due colleghi russi.

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© Russian Space Agency Roscosmos / Sputnik via AFP 
- l'astronauta della Nasa Mark Vande Hei, e gli astronauti della Roscosmos russa Oleg Novitsky e Pyotr Dubrov 

AGI - L’offensiva militare russa in Ucraina sta avendo ripercussioni fino allo spazio. La Nasa sta già esplorando soluzioni alternative se dovesse fare a meno della collaborazione di Mosca per via delle sanzioni internazionali mentre l’Agenzia spaziale europea prospetta di dover rinviare il lancio del rover su Marte.  

In realtà sul prossimo futuro della Stazione spaziale internazionale (Iss) circolano notizie di segno opposto. Da un lato la responsabile della divisione di Operazioni umane nei voli spaziali della Nasa, Kathy Lueders, ha confermato il proseguo della collaborazione con la Russia a bordo dell’Iss e i prossimi cambi di equipaggio già programmati.  

"Non stiamo ricevendo alcuna indicazione a livello operativo che le nostre controparti non siano impegnate nelle operazioni in corso della Iss", ha detto Lueders in conferenza stampa. "I nostri tecnici del centro di controllo stanno ancora parlando, ci stiamo ancora addestrando insieme, stiamo ancora lavorando insieme" ha precisato la responsabile Nasa.

"Ovviamente, comprendiamo la situazione globale, ma come in una squadra si sta lavorando insieme" ha sottolineato Lueders.

Tra le scadenze in agenda per la Nasa c’è il rientro a Terra dell'astronauta americano Mark Vande Hei con una capsula russa Soyuz, previsto il 30 marzo insieme a due colleghi russi. Al momento è anche confermata per il 15 aprile la missione Crew-4 della SpaceX, con a bordo l'italiana Samantha Cristoforetti, futura comandante della Stazione spaziale.  

Simbolo della distensione post Guerra Fredda, la Stazione spaziale internazionale è stata abitata ininterrottamente per più di 21 anni e ha resistito alle tempeste geopolitiche del passato, in particolare all'invasione russa della Crimea nel 2014. Ma ora alcuni osservatori ritengono che l'invasione dell'Ucraina possa accelerare la scomparsa dalla cooperazione spaziale Usa-Russia.

Secondo informazioni rilanciate dal Guardian, l'agenzia spaziale Usa ha affermato che Northrop Grumman e SpaceX di Elon Musk potrebbero fornire un aiuto in caso di necessità, ovvero per mantenere l’Iss in orbita anche senza il contributo della Russia.

Sulla base dell’attuale cooperazione, la parte americana fornisce energia e supporto vitale, mentre quella russa è responsabile della propulsione e del mantenimento della stazione a galla.  

Sintomatiche della crisi le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dal capo spaziale russo di Roscosmos, Dmitry Rogozin, che ha prospettato di ritirarsi dalla partnership in risposta alle sanzioni statunitensi per l’invasione dell’Ucraina.

Arrivato alla Iss il 21 febbraio, il veicolo spaziale di rifornimento senza equipaggio Cygnus – costruito e lanciato da Northrop Grumman - è stato il primo a vantare la capacità di "rilanciare" l'avamposto senza l'aiuto russo. Venerdì scorso, il capo di SpaceX Elon Musk ha twittato il logo della sua azienda in risposta alla domanda retorica di Rogozin su chi avrebbe salvato la Iss da una deorbita incontrollata. 

Anche se la guerra russo-ucraina rischia di gravare sul settore della collaborazione spaziale internazionale, Lueders ha ribadito che “eventuali piani alternativi sono solo una misura di emergenza”, riconoscendo peraltro che “sarebbe molto difficile per noi operare da soli: la Iss è una partnership internazionale che è stata creata, con dipendenze congiunte”.

Per la responsabile Nasa, “se non possiamo continuare ad operare pacificamente nello spazio, sarebbe un giorno triste per le operazioni internazionali”.

Intanto, come conseguenza del deteriorarsi dei rapporti diplomatici con Mosca, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha prospettato come "molto improbabile" che il rover Mars di costruzione britannica, Rosalind Franklin, possa essere lanciato entro il 2022.  

Il rover è parte di un progetto in joint venture con l’agenzia spaziale russa e, secondo il calendario prestabilito in tempi non sospetti, dovrebbe essere lanciato su un razzo russo a settembre prossimo per atterrare 8 mesi dopo, utilizzando hardware russo.

In una dichiarazione, l’Agenzia spaziale europea ha affermato che "le sanzioni e il contesto più ampio hanno posto un grande punto interrogativo accanto a Rosalind Franklin”, la scienziata che prese parte alla scoperta della struttura del Dna. È il secondo step di un programma spaziale in due parti chiamato formalmente ExoMars, lanciato sul pianeta rosso nel 2016.  

"Diamo la priorità assoluta all'adozione di decisioni adeguate, non solo per il bene della nostra forza lavoro coinvolta nei programmi spaziali, ma nel pieno rispetto dei nostri valori europei, che hanno sempre plasmato in modo fondamentale il nostro approccio alla cooperazione internazionale" ha sottolineato l’Esa, deplorando “le perdite umane e le tragiche conseguenze” della guerra in Ucraina.  

Lo scorso fine settimana, l'agenzia spaziale russa Roscosmos ha annunciato che avrebbe sospeso i voli dei suoi razzi Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou nella Guyana francese, come rappresaglia per le sanzioni economiche dell'Unione europea.  

Per decenni la Russia e l'Occidente hanno trovato spazio per cooperare, anche quando le tensioni erano alte durante la Guerra Fredda e la crisi della Crimea. Ora l'invasione dell'Ucraina segna un punto di svolta: in Europa l'idea di proseguire la storica cooperazione nei cieli appare più difficile da contemplare, ma interromperla non sarà certamente facile.